«Faremo cadere papa Francesco». Nell’ultima tranche dei documenti pubblicati dal dipartimento di Giustizia sul caso di Jeffrey Epstein non ci sono solo ulteriori dettagli sulle relazioni del finanziere pedofilo, ma da alcuni messaggi scambiati con Steve Bannon nel 2019 emerge che l’ex stratega della Casa Bianca corteggiava il defunto miliardario nel tentativo di indebolire l’ex pontefice. «Abbatteremo Francesco. I Clinton, Xi, Francesco, l’Ue: dài fratello», afferma l’ex consigliere di Donald Trump nel giugno di quell’anno.
Bergoglio, ricorda la Cnn, ha rappresentato un ostacolo significativo al populismo nazionalista di Bannon, il quale nel 2018 lo ha descritto a The Spectator come «spregevole», accusandolo di schierarsi con le «élite globaliste». Gli scambi contro di lui e il suo pontificato sono diversi, ma stavolta compare la volontà di andare oltre: per esempio facendo riferimento a In the Closet of the Vatican, un libro del 2019 del giornalista francese Frederic Martel che punta a sollevare il velo sulla segretezza e l’ipocrisia ai vertici della Chiesa. In Italia il testo fu presentato nel febbraio di quell’anno (tradotto in otto lingue e una ventina di Paesi), scatenando una bufera: nel libro si afferma infatti che l’80% del clero che lavora in Vaticano è gay, esplorando al contempo come i preti mantengano segreta la propria sessualità. L’ex stratega di Trump sembrava essere interessato all’idea di farne un film dopo aver incontrato l’autore a Parigi, e ad Epstein scrive: «Tu ora sei il produttore di ITCOTV (In the closet of the Vatican)!». Non è chiaro quanto fosse seria la proposta di Bannon e, nello scambio, Epstein non menziona l’offerta e gli chiede di filmare Noam Chomsky, il filosofo e intellettuale pubblico. Martel, da parte sua, ha dichiarato che quando ha incontrato Bannon all’Hotel Le Bristol, gli ha detto che non poteva accettare alcun contratto cinematografico, poiché i suoi editori controllavano i diritti cinematografici e avevano già firmato un accordo con un’altra società.
E alla Cnn ha spiegato di ritenere che volesse «strumentalizzare» il libro nei suoi sforzi contro l’allora Papa. Dalla lettura dei file non emergono chiare prove che il progetto fosse evoluto verso fasi concrete di realizzazione, ma nella documentazione finora declassificata emerge che l’argomento «Vaticano» o «Papa Francesco» faceva spesso capolino nelle carte del finanziere, e più volte era oggetto di scambi di email tra i due. Nel 2018, ad esempio, Bannon scrive ad Epstein riguardo le posizioni favorevoli del Vaticano in merito all’accoglienza dei migranti, e il finanziere fa commenti come: «Meglio regnare all’inferno che servire in paradiso». E l’altro risponde: «Meglio regnare». La settimana scorsa si è parlato dei rapporti emersi dai file tra Epstein, Bannon e l’influente cardinale americano Raymond Leo Burke, aperto oppositore di Francesco.