Sempre più vicini all’Europa. È questo uno dei prossimi obiettivi del Primo Ministro britannico Andy Burnham che in parlamento ha promesso di voler portare avanti un nuovo accordo post-Brexit con la Comunità Europea. Lo proporrà nel summit del 20 novembre a Bruxelles, dove discuterà di una collaborazione sempre più stretta nei settori della mobilità giovanile, in quello alimentare e dell’energia. L’obiettivo finale è favorire la crescita economica nel Regno Unito fortemente danneggiata dalla Brexit e dagli accordi che ne sono seguiti. Per adesso Burnham, come già aveva fatto Starmer, ha chiarito che non si tratta di rientrare nel mercato unico o di ripristinare la libertà di movimento di merci o persone, tutti paletti che rimarranno in essere fino alle prossime elezioni. «L’immediata priorità - ha detto - è assicurarsi un risultato positivo nel prossimo incontro poi credo in un dialogo serio e a considerare le nostre diverse opzioni nel lungo termine. In ogni momento sarà l’opinione pubblica a decidere e mi sembra che la gente ora stia sostenendo un approccio pragmatico alla questione come quello che sto suggerendo».
La crescita economica quindi e la lotta all’immigrazione illegale saranno argomenti centrali nel summit, ma sul tavolo ci saranno anche le questioni relative all’importazione di prodotti freschi e all’energia. Fondamentale per Burnham riuscire a snellire la burocrazia per le aziende. «Intere forniture possono finire al macero a causa di un ritardo nell’invio della documentazione e di un bollo mancante. La nostra più importante esportazione di cibo, come quella del salmone scozzese, richiede una tale quantità di documenti che abbiamo perso circa 100 milioni in esportazioni mancate». Anche gli hamburger britannici e altri prodotti freschi non possono essere venduti nell’UE con un impatto enorme sulle aziende, ma il Primo Ministro spera di contenere i danni, ottenendo un nuovo accordo. Nello stesso meeting Burnham si propone anche di ricostruire relazioni con la polizia e le agenzie di sicurezza europee per favorire la condivisione delle informazioni destinate a smantellare la rete criminale che gestisce l’immigrazione clandestina. «Se vogliamo instaurare una collaborazione veramente produttiva con l’Europa, sono tutte questioni che dobbiamo affrontare», ha concluso. E per la prima volta dopo anni, il Regno Unito ha un Premier che non esclude un nuovo referendum per rientrare in Europa. Burnham ne ha parlato con l’esperto politico della BBC Chris Mason, spiegando che un nuovo voto potrebbe essere nel prossimo manifesto elettorale del Labour. «Il Paese nei prossimi dieci anni ha bisogno di sapere dove sta andando. Sarà il popolo britannico a comandare, qualunque cosa si decida», ha promesso il Premier.
