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Politica estera

Trump “normalizza” la possibile sconfitta ma non vuol mollare. “Sinistra pericolosa”

Il tycoon: “I presidenti perdono sempre...”. Poi l’affondo: “Cercano di eleggere jihadisti e comunisti”

President Donald Trump speaks at the Lincoln Memorial Reflecting Pool, Monday, Nov. 2, 2026, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon)

Donald Trump lancia (a sorpresa) l’ultimo appello agli americani dal cuore di Washington, con l’obiettivo di convincere gli indecisi a dare fiducia ai repubblicani alle elezioni di midterm, «le più importanti della nostra storia». Pur ammettendo che «i presidenti perdono sempre» nel voto di metà mandato, che «ci abbiamo provato sul serio», il presidente cerca di arginare il rischio di una «ondata democratica», che potrebbe portare il Congresso sotto il controllo dell’opposizione imponendo rigidi vincoli politici al tycoon per il resto del suo mandato. «Sono pericolosi - dice dei rivali - Vogliono eleggere jihadisti e comunisti». Il presidente si esprime dalla Reflecting Pool del Lincoln Memorial, un luogo divenuto il simbolo della sua volontà di riqualificare la capitale, ma che gli ha provocato numerose critiche. Trump parla a lungo della ristrutturazione della vasca, mostrando le foto prima del suo intervento, «quando c’erano Obama e Biden», anche se molti analisti ritengono che il monumento sia l’emblema delle difficoltà della sua seconda presidenza. Quindi, sostiene che la criminalità a Washington è diminuita «del 90%» ed è passata dall’essere una delle città più pericolose a una delle più sicure.

L’obiettivo del comandante in capo è mettere in luce i risultati ottenuti dall’attuale amministrazione per rendere il Paese più sicuro e prospero, e tracciare al contempo una chiara distinzione tra il programma dei Repubblicani, basato sul buon senso e sul principio «America First», e quello dei Democratici, radicale e orientato a mettere l’America in secondo piano, «America last», ultima, per la precisione. «Ho mantenuto tutte le promesse, anzi ho fatto di più di quanto vi avevo promesso», sottolinea, ripetendo che i Dem «sono molto corrotti». Anche domenica, dall’Iowa, The Donald ha ripetuto che «se i Democratici vincono ci sarà una depressione come nel 1929, distruggeranno il Paese», e se invece i Repubblicani manterranno il controllo del Congresso, ogni americano adulto riceverà 5.000 dollari. «Andate a votare. Nessuno ha mai fatto quello che abbiamo fatto noi con il Maga. È incredibile», ha aggiunto, ribadendo: «Vinceremo». «I sondaggi sono sbagliati in tutti gli Stati Uniti. Non è ancora finita, si decide martedì», ha assicurato lo speaker della Camera Mike Johnson.

Sul fronte opposto, i Democratici stanno giocando le loro ultime carte nella battaglia per sottrarre ai repubblicani il controllo di Capitol Hill: se paiono i favoriti per ottenere la guida della Camera, in Senato puntano in particolare sulle vittorie di James Talarico in Texas e di Adam Hamilton in Kansas, due stati tradizionalmente conservatori. L’ultimo sondaggio di New York Times e Siena College indica che i candidati dell’Asinello sono attualmente in vantaggio nella maggior parte degli stati contesi, tra cui Texas e Maine.

E per l’esperto di sondaggi Nate Silver i Dem hanno 8 probabilità su 10 di conquistare il Senato nelle elezioni di metà mandato. Loro tuttavia rimangono cauti, dato che in passato le proiezioni hanno sottostimato la mobilitazione della base di sostenitori di Trump. Il solo controllo della Camera darebbe ai Democratici il potere sul bilancio federale e la possibilità di avviare inchieste parlamentari su presunti casi di corruzione durante l’amministrazione Trump, sul caso Epstein e su altre questioni esplosive. Mentre se conquistassero anche il Senato potrebbero bloccare le nomine a vita effettuate dal presidente all’interno del potere giudiziario, in particolare presso la Corte Suprema. Oltre 55 milioni di americani hanno già votato, circa 10 milioni in più rispetto al 2022: 31,5 milioni di persona e 24,1 milioni per posta.

Intanto, il Dipartimento di Giustizia di Trump ha chiesto alla Corte Suprema di intervenire nella sua azione legale per il blocco di 20.000 voti in California. Come riporta Bloomberg, il ricorso segue la decisione di una corte d’appello federale, che aveva respinto la richiesta dell’amministrazione di imporre al Golden State di accantonare quei 20.000 voti per il sospetto che non fossero di cittadini americani, ma di persone a cui lo stato avrebbe inviato le schede elettorali in modo illegittimo.

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