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Politica estera

Usa, stretta sull’immigrazione. “Stop ai visti da tutto il mondo”

Trump: “Formazione approfondita dei funzionari consolari”. Nel mirino i nullaosta permanenti. Il nodo dei costi della pubblica assistenza: “Più prosperi senza pesi per la collettività”

President Donald Trump boards Air Force One at Morristown Airport, Sunday, Aug. 9, 2026, in Morristown, N.J. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Nuovo giro di vite sull’immigrazione negli Stati Uniti. L’amministrazione del presidente Donald Trump ha sospeso gli appuntamenti da tutto il mondo per gli «immigrant visa», ossia quelli richiesti dagli stranieri che vogliono vivere in maniera permanente negli Usa. Un portavoce del dipartimento di Stato spiega che sono state congelate a livello globale le domande di permesso per consentire una «formazione approfondita» dei funzionari consolari, nell’ottica di escludere i soggetti che potrebbero «necessitare di assistenza in America».

I richiedenti che hanno colloqui programmati presso ambasciate e consolati hanno ricevuto nei giorni scorsi un’email che comunicava il rinvio del loro appuntamento. Questo mese Foggy Bottom ha avviato «un’iniziativa di formazione globale per garantire che tutti i funzionari consolari siano pienamente preparati a valutare ogni richiedente in modo completo e uniforme», fa sapere il portavoce al Financial Times, senza dare dettagli sulla tempistica. Sebbene Trump abbia basato la sua campagna elettorale del 2024 sulla promessa di fermare l’immigrazione clandestina, in realtà ha anche reso più difficile quella legale, ad esempio imponendo nuove e costose tasse per i richiedenti di alcuni visti di lavoro. L’ultima stretta non si applica a tutti i permessi, come è stato riportato da alcuni media, ma solo a quelli, come le green card, richiesti da cittadini stranieri che intendono risiedere stabilmente negli Stati Uniti (gli «immigrant visa»). I visti per non immigrati («non immigrant visa»), vengono invece rilasciati a coloro che desiderano soggiornare negli Usa temporaneamente e comprendono oltre 20 diverse categorie, come turismo, cure mediche, affari, lavoro temporaneo o studio. Solo due giorni fa l’amministrazione Trump ha annunciato l’intenzione di revocare i visti per business e turismo di circa 200mila stranieri che hanno richiesto o stanno attualmente richiedendo l’asilo.

Una misura che se attuata rappresenterebbe la più vasta revoca di massa di permessi nella storia Usa e andrebbe probabilmente incontro a contestazioni legali. Secondo quanto riferito dall’AP sul proprio sito, il dipartimento di Stato dovrebbe annunciare a breve la revoca dei cosiddetti visti B1 e B2, rilasciati tra il 2016 e il 2026, ai titolari che hanno chiesto o stanno chiedendo asilo. La mossa, spiega l’Ap, non comporterebbe necessariamente un’espulsione immediata. All’inizio del mese, invece, il dipartimento ha reso noto di aver revocato oltre 175mila visti a cittadini stranieri dal ritorno di Trump alla Casa Bianca.

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