La notte del 3 gennaio 2026 verrà ricordata a lungo dai venezuelani ed entrerà nei libri di storia del Paese sudamericano, perché è la notte in cui il Venezuela è tornato libero dopo decenni di dittatura bolivariana da parte di Nicolas Maduro. Quando gli elicotteri americani hanno sorvolato il Paese e sono state sganciate le bombe su Caracas nessuno si immaginava quell'epilogo, per lo meno non così rapidamente, ma quando il presidente Donald Trump ha dato l'annuncio il Venezuela si è come risvegliato da un torpore durato troppi anni, riscoprendosi libero. In Patria, ma soprattutto all'estero, ovunque nel mondo i venezuelani si trovassero in quel momento, hanno festeggiato. E chi magari dormiva, perché notte fonda, è stato svegliato con quella che in tanti hanno definito "la notizia più bella".
Nei filmati amatoriali si vedono uomini e donne in pigiama, con gli occhi ancora gonfi di sonno che si trasformano rapidamente in una maschera di incredulità e commozione. Si sente il grido di una madre che chiama i figli, il singhiozzo di chi ha perso tutto e ora vede la giustizia bussare alla porta di chi ha distrutto il suo futuro. Non è gioia vendicativa ma è la consapevolezza che si può tornare a respirare: vedere l'uomo che si considerava intoccabile finire in una cella a Brooklyn ha il sapore di un miracolo atteso per anni. Nei video che sono diventati virali su TikTok si vedono nipoti che svegliano i nonni, increduli nell'apprendere la notizia. Si vedono famiglie che esultano e non trattengono le lacrime, gente che balla, che ringrazia, che finalmente può guardare al futuro pensando al ritorno nel proprio Paese. Ci sono persone che guardano
È la festa del Venezuela libero, che non sa ancora cosa ci sarà nel futuro ma che può tornare a sperare. Per milioni di esuli, costretti a lasciare la loro terra per cercare una vita altrove, i video dei festeggiamenti social che a Caracas, e in tutto il mondo, sono rimbalzati ovunque: è un abbraccio virtuale che ha unito chi è rimasto a resistere, chi è dovuto fuggire e chi sostiene questo popolo da lontano.
Le lacrime di felicità dei venezuelani di queste ore sono quelle di un popolo che ha smesso di avere paura, che non ha mai smesso di esibire la propria dignità e l'orgoglio patrio, anche quando si è trovato costretto lontano da casa. La strada per il futuro è ancora tutta da tracciare, ma da oggi i venezuelani possono finalmente credere in un mondo migliore.