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Politica internazionale

“Io, ricco ed ebreo amico di Arafat e allievo del gesuita padre Bergoglio”

Il racconto di uno degli uomini più ricchi al mondo, Pupi d’Angieri, e della sua rete: da Castro fino a Papa Francesco

ROME, ITALY - NOVEMBER 28: Ambassador Nunzio Alfredo D'Angieri arrives at Children For Peace Gala on November 28, 2015 at Spazio Novecento in Rome, Italy. (Photo by Ernesto Ruscio/Getty Images)

Nunzio Alfredo d’Angieri, detto Pupi. Uno dei seicento uomini più ricchi al mondo. Ambasciatore del Belize in Europa, imprenditore, petroliere, amico di tutti i grandi del secondo novecento.

 

 

Ambasciatore, è vero che i suoi nonni (sua nonna era ebrea) sfuggirono ai nazisti?

 

Si, mio nonno fu tradito da una tabaccaia spia a Torino. Lo presero e lo misero nel braccio della morte. Ma lui era più svelto di un gatto. Riuscì a fuggire e riparò a New York.

 

Lei, nipote di una ebrea scampata al lager è stato il braccio destro di Arafat, che condusse la lotta armata contro Israele?

 

È una storia lunga. Mio nonno un giorno dice: “questi ebrei sono pericolosi, mandiamolo a studiare dai Gesuiti”. Così vado a Torino al “Sociale”. E lì trovai un prete che parla sia il piemontese che lo spagnolo, proprio come me. Gli chiedo: “come ti chiami?”. Lui mi risponde:”Jorge Bergoglio”. Era più grande di me. Diventiamo amici. Giocavamo a pallone ma lui non era bravo, così lo mettevamo sempre in porta e prendeva un sacco di gol.

 

Dopo i gesuiti?

 

Io sono andato a studiare in Svizzera . E avevo come compagno di camera un mussulmano. Si chiamava Mustafà. Avevo 13 anni. Diventammo amici.

 

A un certo punto lei va negli Stati Uniti?

 

A Boston. Terminati gli studi da avvocato, mia nonna mi mette nello studio di uno ebreo. Lavoro per George Pavia. Un giorno mi dicono: vai in Libia per firmare un contratto. Vado, e chi incontro? Mustafà. Il quale mi convince ad andare a Beirut.

 

A Beirut a fare che?

 

A incontrare il capo dell’Olp.

 

Arafat?

 

Sì. Uomo straordinario di grande umiltà. Mi assegna subito una missione diplomatica. Mi manda a Riad e lì incontro re Fahad. Il re mi concede un appalto sul petrolio. Dopo quell’incontro divento petroliere e inizia la mia carriera.

 

Lei riuscì a fargli incontrare il papa Giovanni Paolo?

 

Sì. Arafat non si muoveva senza prima consigliarsi con Papa Wojtyla.

Cosa si dissero?

L’ultima volta, nel 2022 , Arafat disse a sua Santità : “ Questa è l’ultima volta che ci vediamo”. “Perché?”, chiese il papa. “Perché Sharon mi farà uccidere”. Fu così. Morì due anni dopo. Mentre moriva stringeva tra le mani una medaglia della madonna di Rue de Bach

 

Arafat ha vinto anche il nobel per la pace.

 

Sì lo accompagnai io. Ci fu un incidente.

 

Me lo racconti

Arafat in divisa ufficiale aveva la pistola nella fondina. Il capo del cerimoniale gli spiegò che non poteva entrare in sala con la pistola. Imbarazzo. Lui non gradiva molto vilipendere la divisa. Allora io feci uscire tutti i suoi assistiti e rimasi solo con lui e le guardie. Gli tolsi la fondina e gli nascosi la pistola nei pantaloni

 Lui che disse?

 

“Sei il solito ebreo…”.

 

Lei ha conosciuto anche Fidel Castro: un uomo affascinante o uno spietato dittatore?

 

Persona di grandissima intelligenza e cultura. Amava i poveri. Lui era di famiglia ricca e a Natale vedeva i bambini che guardavano tristi le vetrine. Non poteva sopportarlo. Così fece la rivoluzione.

 

Lei come ha fatto a diventare così ricco?

 

Ho fatto affari in maniera corretta. E poi spendo poco.

 

Tirchio?

 

Sì, un po’

 

Ma molto bravo nel suo lavoro

 

Sono molto fortunato.

 

Parliamo di un altro grande personaggio. Carlo Messina di Banca Intesa. Il suo rating reputazionale è molto alto.

 

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Perché?

 

Perché come dice Warren Buffet lui è il miglior manager finanziario in Europa ma forse si circonda di gente non all’altezza.

 

Lei vive la sua eccezionale ricchezza con qualche senso di colpa, quando vede la grande povertà che c’è nel mondo?

 

Quando andai a trovare papa Francesco lui mi disse: “senti, amico mio, tu  devi aiutare i poveri. Guarda che i poveri mangiano tutti i giorni”. Allora ho affittato Castel Sant’Angelo e ho organizzato un pranzo con 250 poveri serviti da noi con grandi chef.Poi ho affittato anche il Colosseo. Poi ho creato la carta di debito per gli immigrati in partener con KPMG

Gli immigrati sono una grande risorsa se gestiti, come dice da sempre Giorgia Meloni

 

Cosa pensa di Giorgia Meloni?

 

In Europa Meloni è la più grande leader che esista. Ha un’intelligenza superiore a tutti gli altri. Una volta c’era Berlusconi. Che è l’ultimo grande leader a livello mondiale. Ora c’è solo lei.

 

E Trump?

 

Donald è un uomo di simpatia straordinaria. Eravamo amici. Oggi lui non è solo purtroppo. Ha dietro una forte corrente israeliana.

 

È amico di Netanyahu?

 

Sì, e Netanyahu è sempre stato un terribile guerrafondaio.

 

La guerra tra Russia e Ucraina?

 

Sono contrarissimo alle sanzioni. Si lasci alla Russia quello che ha conquistato sul campo e si faccia la pace. Diceva così anche Kissinger. All’Italia questa guerra è già costata 40 miliardi. Ora basta

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