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Politica internazionale

Il Paese reale e gli allarmi a senso unico

La sinistra si limita sempre ad aprire il cassetto dei luoghi comuni già pronte all’uso: il Paese impaurito, la deriva securitaria, il generale a capo dell’estrema destra

epa13150617 Migrants eat food distributed by Red Cross personnel at El Trampolin beach in Ceuta, Spain, 04 August 2026. According to Spanish officials, around 2,500 migrants remain in Ceuta following last week's massive border rush from Morocco, with many living in overcrowded reception centers or sleeping outdoors on beaches and in parks. EPA/REDUAN

La scrittrice Viola Ardone, su Repubblica, si affaccia sull’Italia da Madrid e vede un Paese triste, popolato da energumeni vannacciani. È un articolo ottimo per valutare i pensieri e le reazioni della sinistra, non solo culturale.

Può succedere qualunque cosa. La sinistra si limita sempre ad aprire il cassetto dei luoghi comuni già pronte all’uso: il Paese impaurito, la deriva securitaria, il generale a capo dell’estrema destra.

Peccato che, mentre si confeziona l’ennesima elegia sulla tristezza patria, a poche centinaia di chilometri un premier progressista, il vero Pedro Sánchez, non quello idealizzato in certe redazioni, stia facendo, con i migranti, cose che Vannacci non riesce nemmeno a immaginare nei suoi sogni più sfrenati.

Sánchez ha mandato l’esercito a Ceuta, ha fatto posare boe lungo i frangiflutti per impedire gli attraversamenti a nuoto, ha rispedito in Marocco più di 70mila persone in pochi giorni. Non è una dimostrazione muscolare da talk show. È un dispiegamento militare reale, deciso da un socialista che, fino a ieri, si vantava di essere l’anti-Salvini d’Europa. E lo ha ordinato senza scomporsi. Nessuna retorica dell’emergenza permanente. Il premier che governa la crisi migratoria più grave vissuta dalla Spagna in anni non ha nemmeno interrotto le vacanze a Lanzarote: ha gestito Ceuta con la stessa disinvoltura con cui si fa un tuffo insieme con la moglie, prima della siesta pomeridiana. Ecco la differenza tra chi esercita il potere e chi lo racconta.

Sánchez chiude le frontiere e resta un eroe; in Italia, per allarmarsi, basta un demagogo chiacchierone o qualche misura poco più che simbolica. Non è l’Italia a essere triste. È la doppia morale a essere desolante: severa, talvolta perfino giustamente, quando il «nemico» esagera a parole ma sempre indulgente, fino alla cecità, con l’«amico» che altrove agisce sul serio con una durezza inaudita.

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