Mentre la Germania cerca di ricomporsi dopo l’attentato al Gay Pride di Berlino, dove il furgone lanciato sulla folla e i successivi attacchi con il coltello dell’attentatore hanno causato almeno un morto e 29 feriti, dall’Italia e dal mondo della politica sono arrivati messaggi di cordoglio verso il popolo tedesco.
Su «X», la premier Giorgia Meloni ha manifestato sostegno e vicinanza a nome di tutto il governo, per poi sottolineare che: «L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini».
Anche gli altri membri dell’esecutivo hanno ribadito la necessità di una risposta ferma. A partire dal vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, che ha espresso solidarietà al suo omologo tedesco, il ministro Johann Wadephul. Il segretario nazionale di Forza Italia ha poi sottolineato quanto sia fondamentale un impegno costante «contro l’ombra del terrorismo, contro chi attraverso l’odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini».Per l’altro vicepremier, Matteo Salvini, la risposta deve essere lo «stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose», questo perché, «il fanatismo islamico è il problema, in Italia e in Europa».
All’attacco anche Roberto Vannacci che ricorda gli eventi di Modena e critica chi favorisce l’immigrazione di massa. La condanna a ogni forma di odio, estremismo e radicalismo ideologico è arrivata anche da Maurizio Lupi.
Il mondo della politica ha risposto in modo compatto agli eventi di Berlino.
Anche dal centrosinistra, infatti, i messaggi non si discostano troppo da quelli della maggioranza. Proprio come per Alessandro Zan, eurodeputato del Pd, che ha chiesto una «risposta netta contro ogni forma di odio» verso un attentato che «ferisce l’Europa intera».
Il furgone che piomba sulla folla, poi l’aggressione con il coltello, gesti che fanno riferimento a schemi ben precisi, come ha ricordato il numero uno di Italia Viva, Matteo Renzi, evidenziando come le modalità dell’attacco richiamino «gli attentati dell’estremismo islamico». Per questo è necessaria «una più profonda attività di indagine, una maggiore presenza delle Istituzioni e delle forze dell’ordine e una grande battaglia culturale per contrastare il terrorismo ideologico».
Se maggioranza e opposizione si sono unite nel condannare ogni forma di estremismo religioso che mette in pericolo la vita dei cittadini, non si può dire lo stesso per Ilaria Salis. L’eurodeputata di Avs ha preferito chiamare in causa altre questioni, ben lontane da quanto ricostruito dagli investigatori. Infatti, per Salis: «Dinamiche e responsabilità sono ancora da accertare», affermazione smentita già da quanto emerso nella notte: si conosceva l’identità dell’attentatore, così come la sua vicinanza al mondo dell’Isis. Non contenta, però, l’eurodeputata ha voluto spartire la colpa tra «fanatismo religioso ed estrema destra», che, «condividono lo stesso odio e la stessa intolleranza verso il mondo LGBTQI+».
Infine, nel minestrone del suo comunicato social, Salis non poteva dimenticarsi del richiamo, ormai abituale, all’antifascismo come strumento di difesa.
