Da Casarini a Kasarinen il passo è stato brevissimo. Lo storico leader No Global e fondatore della ong Mediterranea ha fatto una scelta di campo: tra Germania e Italia, sta con la prima. Con la sua nave farà da tassista per i migranti battendo bandiera tedesca. E noi ne siamo più che lieti. Certo, bisognerà vedere se lo saranno anche i tedeschi. Una scelta, quella di Luca Casarini, ovviamente contro il governo che, proprio in questi giorni, sta discutendo con la Germania di rimpatri e compensazione. Due numeri per contestualizzare: secondo i dati del Viminale, dal 2022 a oggi le Ong tedesche avrebbero portato in Italia 22.500 immigrati.
Facile capire con chi sta Casarini.
Una decisione che non ci stupisce: da sempre la sinistra italiana ha un’attrazione fatale verso tutte le nazioni che si trovano in conflitto con il nostro Paese. Sorge il dubbio che al mondo progressista più che il governo, stiano sulle scatole proprio gli italiani. Si chiamerebbe intelligenza col nemico, se ci fosse traccia di ingegno. Dunque Luca Casarini, ieri in una intervista a la Repubblica, a proposito dello scontro sui dublinanti, lancia la sfida: «La nostra nave Mediterranea, che partirà tra poche settimane, batte bandiera tedesca. E come la mettiamo? Vogliono portare le persone da noi soccorse in Germania?». E forse, a sua insaputa, incrocia quella che è una proposta del centrodestra.
E poi continua: «Se il governo dice che salendo su una nave con bandiera tedesca si è già in Germania, allora deve anche garantire che queste persone raggiungano poi la Germania e possano chiedere asilo». E noi rilanciamo: bravo Kasarinen, i migranti li porti direttamente lui in Germania, chessò, ad Amburgo, passando da Gibilterra e risalendo l’Atlantico. Un po’ scomodo logisticamente, ma soprattutto politicamente. Perché saremmo proprio curiosi di vedere l’accoglienza che Berlino riserverebbe a queste baracconate da centro sociale. A occhio e croce Kasarinen chiederebbe subito il rimpatrio nell’odiata Italia
