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Dentro l’America conservatrice, il viaggio de Il Giornale tra think tank, Casa Bianca e sfida all’Occidente liberal

Da New York a Washington, incontri con i protagonisti del mondo conservatore Usa tra tasse, media, immigrazione e valori comuni da rilanciare sulle due sponde dell’Atlantico

Dentro l’America conservatrice, il viaggio de Il Giornale tra think tank, Casa Bianca e sfida all’Occidente liberal
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Lasciando la città di New York il viaggio de “Il Giornale” ci ha portato nello stato del Delaware, passando dal New Jersey, per il primo di una serie di incontri nei think tank e nelle fondazioni americane.

La prima tappa è stato l'Intercollegiate Studies Institute, think tank specializzato negli studi sull'istruzione e la formazione, dove Johnny Burtka, President & CEO ci ha accolti con il suo team di lavoro permettendo uno scambio reciproco di opinioni e considerazioni sulla situazione politica e culturale negli Stati Uniti.

Arrivati nella Capitale Washington DC ci siamo immersi nella storia con le visite ai memoriali di Iwo Jima, delle guerre di Corea, Vietnam e della Seconda guerra mondiale proseguendo verso i monumenti dei Presidenti Lincoln e Jefferson per concludere con i centri del potere politico, il Campidoglio e la Casa Bianca.

Abbiamo inoltre partecipato al Wednesday meeting presso l'Americans For Tax Reform dopo un incontro dedicato con il presidente Grover G. Norquist che ha raccontato il Taxpayer Protection Pledge, un patto che i candidati repubblicani firmano con il popolo americano impegnandosi a non aumentare le tasse se eletti.

L'approfondimento ha riguardato anche il Partito Repubblicano che ingloba almeno quattro linee di pensiero riassumibili con l'abbassamento delle tasse, la difesa del diritto di portare armi (2° emendamento), il sostegno alla libertà educativa e religiosa di ciascun individuo, l'opposto dei valori espressi dai Democratici che propendono per l'interventismo statale, la redistribuzione delle risorse incanalando la vita delle persone attraverso regolamentazioni come il green New deal.

Un altro incontro denso di significato è stato con l'editor at large della rivista "The National Interest" Steven Clemons che ha approfondito il mondo del giornalismo negli Stati Uniti.

La seconda parte degli incontri a Washington DC si è conclusa con la visita presso l'Heritage Foundation, storico think tank conservatore, dove abbiamo avuto il piacere di interloquire con Mike Gonzalez che ha affrontato l'attualità, partendo dalla guerra in Iran dove gli esperti dell'Heritage prevedono un esito favorevole per gli Stati Uniti.

La discussione ha riguardato anche l'influenza che i media liberal detengono nella narrazione globale visto il seguito che godono anche nella stampa italiana ed europea. Un punto di notevole valore morale è stato il rigetto delle teorie del transumanesimo con la definizione della centralità dell'uomo e della famiglia come fondamento della società occidentale e la soddisfazione per il ridimensionamento, attraverso una decisione dei tribunali americani, del ruolo che le big tech potranno avere in futuro soprattutto su adolescenti e bambini.

Tutti i think tank conservatori, anche se con approcci differenti, concordano sulla necessità di una riduzione delle tasse e delle regole per favorire la crescita del Pil, su un controllo puntuale dell'immigrazione e sull'opportunità di partire dai Valori conservatori per rendere la società civile sempre più coesa e basata sul merito assicurando ai giovani un futuro prospero.

Le sfide che attendono l'Occidente sono impegnative e richiedono una grande passione ed impegno per il bene comune e potranno essere vinte attraverso il rafforzamento della cooperazione tra le due sponde dell'Atlantico legate inscindibilmente da una comune visione e tradizione tra i Popoli.

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