Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 07:45
In evidenzaAggiornato alle ore 07:45
Politica internazionale

La sindrome di chi difende i suoi carnefici

Dal sogno dell’inclusione a tutti i costi si scivola nell’occupazione degli spazi di libertà

epa13134849 People mourn in front of the Brandenburg Gate near the scene where a vehicle plowed into a crowd on the sidelines of the Christopher Street Day (CSD) parade in Berlin, Germany, 26 July 2026. German Minister of the Interior Dobrindt has said the vehicle ramming, which killed one person and injured 29 others on 25 July, is being investigated as a terror attack. EPA/FILIP SINGER

La morte al Pride. Nel nome di Allah. Per mano di chi oggi la sinistra fa sfilare come vittima e non come carnefice della democrazia liberale. Piove fango su quel residuo di buon senso che l’Occidente ha barattato con l’ideologia da salotto. Guardate le piazze d’Europa: manifestazioni per la Costituzione e i diritti trasformate in succursali di movimenti che, nei loro Paesi, usano l’arcobaleno e il femminismo come bersaglio e il cappio come legge. Che capolavoro di ipocrisia. La sinistra, dopo trent’anni di tentativi di diventare liberale, è oggi ostaggio di un’anarchia che scambia teocrazia per resistenza e segregazione per folklore. Ed è solo l’inizio.

Ci voleva il gesto di un giovane, Abdul, 21 anni, che come a Modena si schianta con un furgone contro la libertà: contro il simbolo di una «libertà» di plastica, per ricordarci che il nemico non è l’avversario politico interno, ma il totalitarismo che preme ai confini dell’Occidente in crisi. Mentre in certe piazze le donne vengono recintate durante la preghiera, sotto lo sguardo complice di chi chiama «integrazione» l’accettazione dell’incompatibile, l’antagonismo si sposa col radicalismo mediorientale in un abbraccio pericoloso.

L’Italia che ci aspetta è questo teatro dell’assurdo; la Germania è un trailer. Dal sogno dell’inclusione a tutti i costi si scivola nell’occupazione degli spazi di libertà. Non sappiamo quanto servirà per svegliare gli illusi. Noi, però, non staremo zitti: il silenzio è il burqa del XXI secolo, la censura morale di chi teme la verità. Se piove, staremo sotto l’acqua. La libertà non è un’ideologia: è un confine invalicabile.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.