Giorgia Meloni e Donald Trump si sono ritrovati in queste ore al G7 francese. È stato il loro primo incontro dopo gli screzi dei mesi scorsi derivanti dalla volontà di Trump che Meloni lo affiancasse nella guerra all’Iran. La posizione di Meloni aveva irritato il tycoon, che si era lasciato andare a dichiarazioni molto dure nei confronti della premier e dell’Italia ma ora quelle nubi che si erano addensate sugli ottimi rapporti che sono sempre intercorsi tra i due sembrano essersi dipanate.
“Con Trump è andata bene”, ha detto Giorgia Meloni ieri sera al termine della prima cena rientrando nella sua camera del resort che ospita il G7 sul lago Lemano, così come riferito dal Corriere della sera. Poche parole sibilline che però hanno confermato l’ottima intesa che persiste tra i due. La premier non è voluta entrare nello specifico del loro colloquio ma che i rapporti tra loro si sono rasserenati lo conferma il siparietto di questa mattina durante il pranzo, quando Meloni si è avvicinata a Trump e a Friedrich Merz. “Sono stato abbandonato...”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti rivolgendosi a Meloni in modo evidentemente provocatorio e ironico. “Siamo sempre stati amici”, è stata la pronta risposta di Meloni, con ampio sorriso e poi occhiolino nei confronti di Trump. Una crisi che è evidentemente alle spalle tra i due, con buona pace di quanti in questi mesi hanno goduto delle tensioni.
Fonti diplomatiche italiane hanno riferito che ieri sera, a margine della cena inaugurale, Meloni “ha avuto con il presidente statunitense Donald Trump un incontro di chiarimento, un utile scambio” e che da parte di Meloni “c'e' interesse a confermare il principio di unità dell'Occidente, che è assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali”.
Inoltre, quest’oggi, subito dopo la foto di famiglia con i leader del G7, quelli dei paesi partner invitati da Macron (Brasile, Kenya, Corea del Sud, India, Egitto), come mostrano le immagini del circuito interno del summit, Meloni e Trump si sono allontanati parlando fin dentro la sala dove è da poco iniziata la seconda e ultima sessione di lavoro della giornata del summit incentrata su come “creare nuove partnership e ricostruire la solidarietà internazionale”