Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, i sostenitori della riforma sostengono che la legge 157 del 1992 non fosse più adeguata alla situazione attuale. Quali sono i problemi che questa riforma contribuisce a risolvere?
"Dal 1992 molte cose sono cambiate: l'assetto delle province, cui sono affidati vari compiti nell'ambito venatorio, i cacciatori sono passati da oltre 1.100.000 a circa 300mila, alcune specie hanno proliferato. In particolare, i cinghiali, che creano gravi danni all'agricoltura e - diffondendo la peste suina africana - al settore suinicolo, sono aumentati di cinque o sei volte e entrano nelle città. La necessità di una revisione della legge è attestata anche da una risoluzione della commissione Agricoltura della scorsa legislatura approvata senza voti contrari, i cui principi sono seguiti dal disegno di legge di oggi".
Negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di danni alle colture e di incidenti legati alla presenza di fauna selvatica. In che modo la nuova legge interviene su queste criticità?
"Rendiamo più efficace la caccia di selezione, consentendo - solo in questo caso - anche l'uso di strumenti ottici di precisione. Sempre a queste condizioni si estende la possibilità di intervenire su oca selvatica e piccione, ove siano infestanti".
Uno degli obiettivi dichiarati della riforma è trovare un equilibrio tra tutela della biodiversità, attività agricola e sicurezza pubblica. Quali sono gli strumenti che consentono di raggiungere questo equilibrio?
"Tutta l'attività venatoria sarà regolata sulla base di dati scientifici e concreti relativi delle singole aree, proprio a questo fine".
Qual è l'aspetto della riforma che ritiene meno compreso dall'opinione pubblica e che considera particolarmente importante?
"Il drastico aumento delle sanzioni per il bracconaggio e in generale per chi viola le norme sulla caccia, in un ridisegno delle norme volto a una
migliore regolazione della materia. Proprio il contrario di quel via libera a qualunque cosa di cui parlano le opposizioni, che hanno raccontato le cose più folli, come la possibilità di sparare sulle spiagge e in città".