Accuse di estorsione e mafia, Miccoli entra in carcere

L'ex bomber si è costituito. In Francia condannato Benzema

Accuse di estorsione e mafia, Miccoli entra in carcere

La metafora che circola sui social è, come sempre, di cattivo gusto: «Il dribbling sulla giustizia non gli è riuscito». Idem per il post di un altro cabarettista da tastiera: «Nell'ultima partita la Cassazione è entrata a gamba tesa. Al netto del compiacimento degli idioti, da ieri sera Fabrizio Miccoli, ex calciatore talentuoso di serie A, è nel carcere di Rovigo dove si è costituito, evitando che i carabinieri lo andassero ad arrestare dopo che 48 ore fa i giudici di terzo grado avevano reso esecutiva la sua condanna a tre anni e sei mesi con l'accusa di «estorsione aggravata dal metodo mafioso». Dal 1996, anno del suo esordio tra i professionisti, e il 2015, anno del suo ritiro dal calcio, Miccoli ha giocato ad alti livelli con Juventus, Fiorentina, Benfica, Palermo e Fiorentina.

Per Miccoli, nello specchio dei riflessi distorti, la stessa fisicità di Maradona, ma ad accomunarlo davvero a Diego sono state le frequentazioni pericolose. E proprio queste amicizie ad alto rischio hanno messo nei guai Miccoli - alias il «Romário del Salento», nonché il «Pibe del Salento» - in quanto i suoi natali risultano contesi tra i comuni pugliesi di San Donato di Lecce e di Nardò. Miccoli è stato riconosciuto colpevole di avere ottenuto dal suo amico Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa Antonino, detto 'u scintilluni, di recuperare un credito di 12 mila euro «con le buone o con le cattive». Lauricella junior era già stato condannato definitivamente il mese scorso ed è già in carcere, dove sta scontando 7 anni. I 12 mila euro dovevano essere recuperati da Andrea Graffagnini, già titolare della discoteca «Paparazzi» di Isola delle Femmine (Palermo). Miccoli fu in passato travolto dalle polemiche per le parole contro il giudice Falcone, definito «un fango» durante alcune sue conversazioni.

Ma ieri Miccoli non è stata l'unica star del football a finire in disgrazia. Se pur con conseguenze decisamente meno gravi. Karim Benzema, attaccante del Real Madrid e della nazionale francese, è stato infatti condannato a un anno di carcere con la condizionale per il caso «Sextape». Il giocatore è stato riconosciuto colpevole di «complicità nel tentativo di ricatto ai danni dell'ex compagno di squadra Mathieu Valbuena». Ipotesi che i legali del campione hanno definito, ovviamente, un « autogol».

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