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"Le accuse di Gratteri? Gli è scappata la frizione"

L'ex presidente della Consulta, Antonio Baldassarre: "Voto Sì, difendo la Carta. Schlein come Berlinguer? Una bestemmia"

"Le accuse di Gratteri? Gli è scappata la frizione"

Antonio Baldassarre è un giurista di grandi conoscenze e di lunghissima carriera. Oggi ha 85 anni. Viene dalla sinistra. Era vicino al Pci. È stato per più di dieci anni giudice Costituzionale, è stato presidente della Consulta e anche presidente della Rai.

Presidente, ha sentito le accuse di Gratteri nei confronti di chi voterà Sì al referendum?

"Apprezzo e stimo Gratteri con cui siamo legati da una bella amicizia, credo però che in questo caso gli sia slittata la frizione dando sfogo fino in fondo al suo carattere passionario".

Perché lei voterà Sì al referendum?

"Questa riforma è una norma di diretta applicazione della Costituzione. In particolare dell'articolo 111 della Costituzione, quello che definisce il giusto processo, e stabilisce che il processo in Italia deve essere di tipo accusatorio. Dire sì a questa riforma vuol dire difendere la Costituzione. Dire no significa porsi contro la Costituzione. Mi dispiace e mi sorprende che una parte della magistratura abbia compiuto questa scelta".

Però la Costituzione del 1948 non prevedeva la separazione.

"Bisogna partire da un fatto storico. La norma che stabilisce che Pm e giudici fanno parte della stessa carriera è tipica degli Stati autoritari e dittatoriali. Era così con la Santa Inquisizione, poi nelle monarchie assolute, negli Stati monarchici dell'ottocento, è stato così nel fascismo. Il decreto Grandi stabiliva l'unione della carriere. Tutti gli Stati liberali, tranne l'Italia, sono invece per la separazione delle carriere. Tutti".

Diversi esponenti della sinistra dicono di essere favorevoli alla separazione ma che voteranno no al referendum per opporsi al governo Meloni.

"Lo ho sentito dire da un solo dirigente del Pd che ha avuto l'onestà di dichiararlo. Uno dei leader del vecchio Pds. Io dico che le persone che fanno questi ragionamenti sono persone che non hanno il senso dello Stato. Non si giudica una riforma dal proponente...".

Perché? In politica il proponente conta

"Diceva Aristotele: non è giusta una cosa perché l'ha fatta un uomo giusto. È giusto un uomo che fa la cosa giusta".

Me lo dica da giurista. È una buona riforma?

"Sì. In linea con le rivoluzioni liberali".

Quali?

"Le rivoluzioni liberali sono quella inglese e quella americana".

La rivoluzione francese?

"Non fu una rivoluzione liberale. Fu una rivoluzione sociale. La borghesia prese il posto del re. Ma il potere restò potere assoluto".

Il sorteggio per il Csm è una cosa giusta?

"A me non è che mi esalti. Però bisogna giudicare le riforme nel contesto in cui vengono proposte. Non possiamo ignorare che il Csm è divenuto nella pratica quello che i nostri padri costituenti non volevano. Non volevano che fosse un parlamentino. Il Csm deve essere semplicemente un posto di autoamministrazione".

Meglio sorteggiare che eleggerlo?

"Le elezioni sono per i sistemi e le cariche politiche non per le cariche pubbliche. Solo le cariche politiche prevedono le elezioni. Il magistrato entra per concorso, mica per elezione. Il sorteggio va visto come l'unico strumento idoneo a interrompere questa cattiva interpretazione del ruolo del Csm".

Dovesse vincere il no cosa succederebbe?

"Continueremo ad avere lo stesso regime della carriere dei magistrati che c'è nei paesi autoritari e dittatoriali. La qual cosa un po' mi ripugna".

Se lo decide il popolo?

"Se così dovesse decidere il popolo vuol dire che abbiamo un popolo con una coscienza liberale molto debole".

Lei fu nominato giudice costituzionale da Cossiga. Chi era Cossiga?

"Era un uomo di Stato. Di stile anglosassone. Anche se parlava correntemente il tedesco. Era un liberale inglese. Oggi risulterebbe una persona anomala nell'ambito del centrosinistra. Lui si considerava un uomo di centrosinistra. Un riformista. Ma oggi di riformisti a sinistra ce ne sono pochi. Il riformismo è passato a destra e la sinistra è diventata conservatrice".

Quando è successo?

"Nei fatidici anni '90. Quando iniziò la cosiddetta Seconda repubblica. Ci fu un grande sconquasso nella sinistra. Una parte della sinistra decise di delegare la politica ai Pm e di rinunciare a fare politica in prima persona. E così oggi abbiamo una sinistra che non fa più politica.

Di Craxi che idea aveva?

"L'ho conosciuto poco, personalmente. Però le grandi riforme dello Stato sono venute dai socialisti. E il merito fu suo. Ho conosciuto bene Giuliano Vassalli. È stato prima mio professore e poi collega. Aveva un rapporto di amicizia paterna con me. Grande socialista, grande partigiano, medaglia d'argento della Resistenza. Lui era per la separazione delle carriere".

Nel Pci erano tutti contrari?

"No. D'Alema era favorevole".

Cosa pensa di D'Alema?

"Di D'Alema si può dire tutto ma non che non sia intelligente".

Lei in passato è stato molto vicino al Pci. Tra Berlinguer e la Schlein cosa c'è in comune?

"Una domanda provocatoria?".

È il mio mestiere

"Paragone improponibile. Lei mi chiede di bestemmiare e non è mio costume farlo (sorride). C'è un abisso in tutto. Punti di contatto zero. Purtroppo a volte le generazioni peggiorano".

Mi spieghi

"Il senatore Viviani, grande riformista e nonno materno di Elly Shlein, era uno dei più strenui lottatori per la divisione delle carriere".

Lei è stato presidente della Rai negli anni del berlusconismo. Chi era Berlusconi?

"Sicuramente un uomo di grande abilità, veloce nel pensiero. Aveva grandi doti".

La Rai oggi è Telemeloni?

"Ogni governo pensa di avere la Rai a propria disposizione. Non mi sembra che ci siano grandi differenze tra la Rai di centrodestra e quella di centrosinistra. Se penso alla Rai di Zaccaria...".

Come giudica l'esclusione del comico Pucci da Sanremo? Un comico di destra non può essere ammesso al festival?

"Non vedo molti spettacoli comici. Solo Crozza".

Mi snobba anche lei i comici di destra?

"No, no. È vero che c'è una supponenza degli intellettuali di sinistra che pensano di essere intellettuali solo loro".

Come si supera?

"Ah, non so. È un problema loro. Se io penso di essere l'unico intelligente al mondo e che gli altri sono tutti stupidi, forse lo stupido sono io".

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