I grandi Costituenti comunisti erano tendenzialmente a favore della separazione delle carriere
I grandi Costituenti comunisti erano tendenzialmente a favore della separazione delle carriere
La separazione di pm e giudici è già nella VII disposizione transitoria
Sono diverse le segnalazioni che da più parti arrivano per scorrettezze, o presunte tali, legate alla propaganda del “no”
Oggi e domani alle urne per confermare la riforma che separa le carriere di giudici e pm
Lo sappiamo tutti che la magistratura va riformata: lo sanno anche i magistrati. Una riforma alla volta. O un pezzetto alla volta
Se vincerà il Sì, a tutti i magistrati - e non solo quelli selezionati dalle correnti - sarà data la possibilità di fare parte del Csm: e di decidere promozioni e punizioni senza rendere conto a nessuno
Quando non si vota, tutti a lamentarsi dell'inerzia di una classe di governo capace solo a rimpinzarsi di bonus e maxi stipendi. Ma quando c'è da approvare i cambiamenti, nero su bianco, diventano inevitabili i distinguo politici
Mille innocenti ogni anno, tre al giorno, stima approssimativa, vengono arrestati per poi uscire di scena dopo un periodo di travaglio e sofferenze più o meno lungo
Votare Sì non è un atto di destra o di sinistra, ma di buonsenso. Significa puntare una fiche sul futuro del Paese e non rimanere inchiavardati agli interessi corporativi e sprofondati nella palude di un sistema pieno di bizantinismi
Partiamo dall'ovvio, che in Italia viene ancora trattato come un'eresia: la separazione tra pubblici ministeri e giudici. È la norma nei principali Paesi europei. Solo da noi si difende un modello che confonde i ruoli e altera l'equilibrio