Addio (d'oro) dei commissari Ue: ecco tutte le pensioni da nababbi

Al presidente uscente Jean Claude Juncker spettano 22mila euro (solo dall'Ue). A Federica Mogherini almeno 20mila euro. Prevista anche l'"indennità di transizione"

Addio (d'oro) dei commissari Ue: ecco tutte le pensioni da nababbi

Tra addii, conferme e nuovi arrivi è tempo di cambiamenti in Europa. Con le elezioni dello scorso maggio si è venuta a delineare una nuova squadra europea che ha visto fare le valigie a Jean Claude Juncker e a molti dei suoi commissari. Ma con gli addii arrivano anche tanti, ma tanti soldi.

Gli uscenti più anziani godranno di una eccellente pensione, mentre per i più giovani ci sarà un generoso paracadute. E lo stesso vale per gli europarlamentari. Ma abbandonate le sedi europee, con che soldi vivranno i "licenziati"?

Partendo dagli stipendi, il Fatto Quotidiano ha calcolato la pensione dei commissari alla soglia dei 66 anni. Chi guadagna di più è il presidente della Commissione Ue che, secondo le regole, intasca il 138% dello stipendio del funzionario Ue più alto in grado, quindi oltre 27mila euro al mese. A seguire, l'Alto rappresentante per la politica estera con 25mila euro, i sette vicepresidenti dell'esecutivo Ue e gli altri 21 commissari con almeno 22mila euro mensili. Stipendi che avevano già creato non poche polemiche: lo scorso gennaio, era stato il Movimento 5 Stelle a denunciare le paghe dei politici europei.

Tornando alle pensioni, il presidente uscente Jean Claude Juncker dovrebbe quindi ricevere circa 22mila euro solo dall'Ue. Un "piccolo" assegno tra gli altri: il 64enne è stato infatti anche primo ministro del Lussemburgo e ha ricoperto varie cariche in Ue. Come lui, altri commissari uscenti riceveranno non meno di 18mila euro al mese dall'Europa. Pensione d'oro anche per l'uscente Federica Mogherini: la aspettano (ora ha 46 anni) almeno 20mila euro, secondo quanto riporta il quotidiano.

Ma non ci sono solo le pensioni. Per tornare nel "comune" mondo del lavoro, le regole Ue prevedono una "indennità di transizione", che va dal 40% al 65% dello stipendio base per un periodo fino a 24 mesi.

Nel 2016, il settimanale tedesco Die Zeit aveva evidenziato come, dopo un anno e mezzo dalla fine dell'esecutivo Barroso, 16 ex commissari erano ancora a carico dei contribuenti Ue per una cifra media di 8.330 euro di indennità mensile. Se l'assegno deve servire a mantenere l'indipendenza dei politici ed evitare conflitti d'interesse, perché in molti casi gli ex commissari lavoravano già per grandi aziende? Lo stesso ex presidente José Manuel Barroso passò in meno di due anni dalla poltrona Ue a quella di Goldman Sachs.

Come riporta il quotidiano, i deputati di Strasburgo hanno invece riformato da alcuni anni il loro sistema pensionistico. Se fino al 2009 potevano ottenere una "baby pensione" dai 50 anni, oggi devono aver spento almeno 63 candeline. Anche per loro esite l'indennità transitoria pari al salario base mensile che in questi caso è di 8.758 euro lordi. E così l'intera legislatura produce un assegno di circa 20mila euro all'anno.

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