Addio mascherine: controlli dei Nas. Ma otto su dieci non la lasciano

Caduto l'obbligo della protezione tranne che a Norcia e in Campania. Restano delle eccezioni: va indossata nei luoghi chiusi e affollati o negli ospedali. Molti preferiscono non toglierla

Addio mascherine: controlli dei Nas. Ma otto su dieci non la lasciano

Ieri è caduto l'obbligo della mascherina nelle zone bianche all'aperto, eppure ci sentiamo appiccicati addosso un obbligo morale che ci vieta di dire davvero addio alle protezioni. Sarà che ormai dopo tante proteste ci siamo abituati, sarà che ormai guardiamo film e ci ritroviamo a sussultare sul divano quando vediamo assembramenti senza mascherina, ma è chiaro che quella protezione davanti alla bocca è diventata la nostra coperta di Linus. «Siamo tutti diffidenti sul togliere le mascherine, anche per la norma che rimane sugli assembramenti. Credo che sia ancora paura, soprattutto per chi ha provato in prima persona, su un parente o amico il Covid. Per il momento non c'è nessuna certezza, nonostante ci siano i vaccini, e si parla anche della nuova variante Delta», ha detto la psicologa Maddalena Cialdella. Secondo uno studio di Coldiretti/Ixè, durante l'estate più di otto italiani su dieci (82%) vogliono tenere la mascherina con sé, spesso o sempre, per garantirsi una protezione contro i rischi di una ripresa dei contagi. Ci sono poi eccezioni, come la Campania, e a Norcia dove l'uso della mascherina resta obbligatorio, «La mascherina va tenuta sempre», ha fatto sapere il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. I Carabinieri Nas, di concerto con il Ministero della Salute, da ieri stanno effettuando una serie di controlli, su tutto il territorio nazionale, nei luoghi al chiuso (trasporti pubblici, attività commerciali, etc.) e all'aperto a rischio di assembramento (principali siti turistici). Perchè secondo l'ordinanza, è vero che non c'è più l'obbligo, ma non al chiuso e non quando c'è il rischio assembramento, così come nelle strutture sanitarie e in presenza di persone con alterata funzione del sistema immunitario. E proprio per rispondere alle tante domande su un tema che riguarda tutti, il governo ha predisposto una serie di risposte(Faq) per fugare i dubbi relativi alle circostanze in cui è necessario indossare le mascherine. Resta dunque «l'obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie».

Nelle regioni in zona gialla o rossa (al momento non ce ne sono) e in tutte le situazioni «in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o si configurino assembramenti o affollamenti». I bambini sotto i 6 anni di età e le persone che, per la loro invalidità o patologia, non possono indossare la mascherina sono esentati, così pure gli operatori o persone che, per assistere una persona esente dall'obbligo, non possono a loro volta indossare la mascherina (per esempio: chi debba interloquire con persona non udente). Non è poi obbligatorio indossare la mascherina mentre si effettua l'attività sportiva sia all'aperto sia al chiuso.

E cosa succede per i banchetti? Ai matrimoni, alle feste, non deve essere indossata all'aperto, ma rimane l'obbligo al chiuso quando non si sta al tavolo seguendo i protocolli. Via anche quando si balla ma è necessario avere il green pass.

L'obbligo sussiste nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, e quindi anche negli studi professionali, ad eccezione dei casi in cui l'attività si svolga individualmente e sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Ove l'attività professionale comporti comunque un contatto diretto e ravvicinato con soggetti non conviventi o lo svolgimento in ambienti di facile accesso dall'esterno o aperti al pubblico, e non sia possibile rispettare in modo continuativo la distanza interpersonale di almeno un metro, occorre sempre utilizzare gli strumenti di protezione individuale, nel rispetto anche delle altre prescrizioni previste dai protocolli di sicurezza anti-contagio.

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