Adinolfi: "Bannato da Clubhouse per le mie idee sul ddl Zan"

Il leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, denuncia di essere stato espulso da una stanza nella quale vi era anche l'onorevole Zan, relatore del ddl contro l'omofobia

Adinolfi: "Bannato da Clubhouse per le mie idee sul ddl Zan"

“Si sono organizzati per escludermi ed impedirmi di parlare a causa di 'hateful speech', in un social dove non solo non ho mai rivolto un solo insulto a nessuno, ma li ho sempre e solo subiti, e chiunque può testimoniarlo". Mario Adinolfi, interpellato dall'agenzia Adnkronos, rivela di essere stato 'cacciato' da Clubhouse per le sue opinioni e aggiunge:“Ci troviamo alla prova generale di bavaglio dell'utilizzo del ddl Zan”.

Il leader del Popolo della Famiglia denuncia di essere stato segnalato ripetutamente “e queste segnalazioni hanno fatto scattare l'algoritmo che ha portato all'espulsione". "Non mi interessa dell'account Clubhouse, sia ben chiaro - sottolinea Adinolfi - e mi lascia indifferente la policy dei social. Qui la questione è un'altra". Tutto ha inizio questa mattina quando il leader del partito cattolico entra, con l'account della moglie, in una stanza dove si trovava anche l'onorevole Alessandro Zan. “Dato che si parlava del mio caso, - racconta Adinolfi - gli ho chiesto: ma se domani queste 150 segnalazioni che oggi impediscono la mia partecipazione a Clubhouse diventano 150 denunce di discorso d'odio secondo la fattispecie da lei introdotta dell'istigazione all'odio omofobico, devo aspettarmi di andare in galera per sei anni? Bene, l'onorevole Zan è fuggito dalla room e hanno sbattuto fuori mia moglie e hanno chiuso in fretta e furia la room stessa". Secondo Adinolfi “ci troviamo in un clima di assoluto conformismo ideologico, dove vogliono imporre questa nuova normativa. E quando c'è qualcuno che prova ad esplicitare un'opinione diversa sui social, fanno le prove generali di bavaglio e galera”. Il giornalista chiosa: “Chi può sapere se questo stesso meccanismo non si trasferirà dai social alle aule di giustizia? Come possiamo sapere che non accadrà?".

In difesa del giornalista si è schierato il co-fondatore di Fratelli d'Italia, Giudo Crosetto, che su Twitter ha scritto: "Un nuovo social, Clubhouse, ha deciso di cacciare Mario Adinolfi. È un social nel quale le persone accedono e confrontano le idee, discutendo. Ho sentito alcune volte Mario esprimere le sue ed essere coperto di insulti. Ora però cacciano lui! Non è accettabile, è regime!". Il conduttore Luca Bizzarri, però, ha ribattuto: "I diritti sono una cosa seria. Il 'diritto a Clubhouse' non esiste. È una piattaforma con modi e regole, se ci stai accetti le regole, a meno che frignare non faccia più rumore e nutra la tua bolla. E se con la bolla ci mangi, allora frigni. Sic et simpliciter".