Politica estera

In agenda le sanzioni e il vertice di pace ma la Cina vara il suo "contro-summit"

Si studia l'embargo sui diamanti russi e altri vincoli sul petrolio

In agenda le sanzioni e il vertice di pace ma la Cina vara il suo "contro-summit"

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New York. Nuove sanzioni alla Russia e rapporti con la Cina. Sono i temi al centro del vertice G7 a Hiroshima che si apre oggi, mentre Xi Jinping organizza un contro-summit con i leader di cinque Paesi dell'Asia centrale. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche Ue, durante il G7 verrà discussa l'idea di un vertice internazionale di pace sull'Ucraina, anche se su tale possibilità starebbe prevalendo la linea della cautela. Nel corso dell'appuntamento in Giappone - a cui prenderà parte in video conferenza anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una sessione di domenica - si parlerà delle nuove sanzioni contro la Russia, comprese quelle mirate all'export di diamanti. Il confronto tuttavia si focalizzerà anche sulla necessità di evitare che le misure restrittive già in vigore vengano aggirate, e in questa ottica oltre alla Cina, l'attenzione è concentrata sui rapporti con l'India, sia per quanto riguarda il petrolio che per il settore dei diamanti, appunto. L'obiettivo, secondo le fonti europee, è mettere in piedi un sistema che assicuri la tracciabilità del flusso delle gemme e quindi la reale applicabilità di un eventuale embargo sull'export russo. E mentre il dossier cinese è tra i principali argomenti al centro del vertice di Hiroshima, Xi ha invitato ieri e oggi i leader di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan nella storica città settentrionale di Xi'an, punto di partenza dell'antica Via della Seta. Negli sforzi per consolidare la sua influenza nell'area ricca di materie prime, tra gas e petrolio, Pechino ha rimarcato la forte interconnessione delle relazioni, destinate a rafforzarsi ulteriormente, a partire dalle infrastrutture e dall'interscambio commerciale, che ha raggiunto i 70 miliardi di dollari nel 2022 e ha segnato un'ulteriore +22% nel primo trimestre del 2023. Intanto, il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha esortato Usa, Giappone, e gli altri Paesi del G7 «a rispettare i documenti politici sulle relazioni bilaterali con la Cina, il principio dell'Unica Cina, e a sospendere il sostegno alle forze di indipendenza di Taiwan». Un monito in vista dell'ipotetica inclusione nel documento finale del G7 del richiamo «sull'importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan». Le parti, ha aggiunto Wang, dovrebbero «smettere di provocare e giocare con il fuoco sulla questione di Taipei, perché si rischia di bruciarsi». Prima dell'inizio dei lavori, nel frattempo, il presidente americano Joe Biden ha incontrato il premier giapponese Kishida Fumio, con cui ha discusso di un rafforzamento ulteriore della cooperazione economica e sulla difesa. E in vista della riunione del Forum delle isole del Pacifico a Port Moresby dopo il G7, il premier della Papua Nuova Guinea James Marape ha annunciato che il suo paese firmerà un patto di sicurezza con gli Usa che concede alle truppe americane l'accesso ai porti e agli aeroporti della nazione. Una mossa a favore di Washington nella sfida con Pechino sull'influenza nel Pacifico, con gli accordi incentrati sulla cooperazione per la difesa e la sorveglianza marittima che saranno formalmente siglati dopo il via libera parlamentare. Biden doveva recarsi in Papua Nuova Guinea in seguito al summit di Hiroshima, ma ha deciso di inviare al suo posto il segretario di Stato Antony Blinken per rientrare subito alla Casa Bianca e riprendere i negoziati con i repubblicani per evitare il default.

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