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Spionaggio russo, allarme di Crosetto. "Sono dappertutto. E noi non abbiamo gli anticorpi giusti"

Il ministro: la penetrazione è a tutti i livelli. E propone un "patto" trasversale in vista delle elezioni 2027. "Lo firmerebbe anche Vannacci". Ma "non è un leader"

Spionaggio russo, allarme di Crosetto. "Sono dappertutto. E noi non abbiamo gli anticorpi giusti"
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nostro inviato ad Ankara

La minaccia non è più alle nostre porte, ma dentro le nostre case. Con parole diverse, certo. Ma è esattamente questo il senso del ragionamento di Guido Crosetto (nella foto) nel commentare l'arresto di due ex 007 che vendevano informazioni alla Russia. Il ministro della Difesa è appena arrivato ad Ankara insieme al titolare degli Esteri Antonio Tajani per partecipare al vertice Nato. Giorgia Meloni è appena decollata da Roma, tanto che dall'hotel Sheraton Ankara l'ambasciatore italiano in Turchia e una delegazione ristretta si è già mossa per andarla a ricevere all'aeroporto militare Etimesgut. Così, prima di andare a incontrare il suo nuovo omologo britannico Dan Jarvis, Crosetto si sofferma con alcuni giornalisti e commenta l'indagine della procura di Roma. E ammette con candore: "Non abbiamo gli anticorpi per contrastare la penetrazione russa".

D'altra parte, il problema dell'infiltrazione e della disinformazione di Mosca in Italia, il ministro lo pone da tempo. Tanto che non è affatto sorpreso dagli arresti. "Per nulla", ripete. Perché "sono ovunque" e "non solo nel mio ministero". Non lo dice, ma quello che intende è chiaro: i due arrestati sono da anni al servizio del ministero della Difesa, ma non pensate che altri dicasteri altrettanto importanti non abbiano gli stessi problemi. "La differenza è che nel mio ministero li becchiamo". Crosetto in qualche modo rivendica di essere uno dei primi ad aver posto l'attenzione sul problema della guerra ibrida. "Non sono affatto sorpreso aggiunge - perché sono anni che metto in guardia dal rischio di penetrazione. Fate un'analisi dei bot e ve ne renderete conto. L'aumento c'è stato con i social". Ma l'offensiva è solo di Mosca? "Non solo dei russi. Ma i russi sono i più bravi nello spionaggio". E soprattutto esiste una criticità: l'Italia "non è pronta" a gestire questo allarme, "anche perché quando li becchiamo e veniamo attaccati, non possiamo arrivare fino a loro e fermarli definitivamente".

Il problema esiste da anni, solo che ormai sta esplodendo ed è a un passo dall'essere fuori controllo. La domanda a Crosetto è d'obbligo: ha timori di condizionamenti in vista delle elezioni del prossimo anno? La risposta è che la criticità esiste e ci "conviviamo da anni" perché "c'è una manipolazione non delle elezioni, ma dell'opinione pubblica". "Guardate in giro per la rete. Guardate aggiunge - anche alcuni opinionisti che preferiscono farsi influenzare da alcuni messaggi piuttosto che dire la verità".

L'idea, forse, potrebbe essere quella di ipotizzare un patto a tutti i partiti contro queste interferenze? "Lo propongo da sempre. Un accordo per difendere la democrazia. E penso che andrebbe fatto sottoscrivere a tutti", risponde il titolare della Difesa. E lo firmerebbe anche il generale Roberto Vannacci, che esprime spesso posizioni filo-russe. "Credo che lo firmerebbe. Non mi risulta che ci siano mai state segnalazioni su Vannacci", è la risposta ecumenica. Che diventa ben più sarcastica quando la conversazione si sposta sui possibili risultati delle prossime elezioni.

E se si ritrovasse a sedere in Consiglio dei ministri insieme a un leader politico come Vannacci? "Sarebbe un governo in cui uno di voi fa il presidente del Consiglio", dice ridendo. E conclude: per Vannacci "non mi riconosco nella parola leader'".

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