Altolà azzurro in Senato: "Pericoloso precedente. Scritta una pagina buia"

Forza Italia in difesa dell'ex ministro E parte l'offensiva fiscale per le partite Iva

Altolà azzurro in Senato: "Pericoloso precedente. Scritta una pagina buia"

«Fermatevi! Attenzione a giocare sulle regole, qui si tocca la separazione dei poteri e si consente alla magistratura di intervenire su scelte politiche». Nel salone di Palazzo Madama Renato Schifani ripete ciò che ha detto poco prima in aula, annunciando il voto contrario di Forza Italia all'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini.

I giochi tra poco saranno fatti, con il leader della Lega spedito a processo per il caso Gregoretti. «Una pagina buia», per l'ex presidente del Senato che ne ricorda un'altra in cui usò gli stessi termini, la decisione della Giunta per il regolamento nel 2013 di imporre il voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi. «Con quel precedente ingiusto, da allora in questi casi il voto non è più stato segreto».

La parola chiave un po' di tutti gli interventi degli azzurri è appunto questa, precedente. Dice in aula la senatrice Fiammetta Modena: «La richiesta di autorizzazione a procedere contro Salvini è un pericoloso precedente, inaccettabile. Teorizza una sorta di condotta negativa del ministro in un atto amministrativo. Misconosce migliaia di pagine di diritto, di giurisprudenza, in cui si distingue l'ambito di direzione politica da quello puramente amministrativo, delegato totalmente ai funzionari dello Stato». E aggiunge che se passasse questa impostazione, D'Alema dovrebbe rispondere della guerra in Serbia, Monti e Terzi di aver rimandato in India i Marò, Maroni dei respingimenti sanzionati dall'Europa.

«Vogliamo vivere in un Paese dove chi governa manda in prigione chi ha governato prima di lui?», chiede nel suo intervento Lucio Malan, vicepresidente vicario dei senatori di Fi. «Non ha senso dire Salvini rinunci all'immunità, perché qui non stiamo affrontando il merito della sua tutela ma dobbiamo decidere se c'è un confine tra le decisioni assunte autonomamente dalla politica nell'ambito della tutela di un primario interesse nazionale e l'azione giudiziaria». Gli azzurri garantisti fanno muro a difesa del Capitano, ma le cose vanno diversamente anche per scelta dell'interessato. «Ho votato contro, nonostante l'atteggiamento di Salvini. In ballo non c'era la persona, ma la funzione che la persona ricopre», afferma Andrea Cangini. «La sinistra vuole trattare Salvini come fece per Berlusconi, che fu perseguitato giudiziariamente», accusa in aula Marco Perosino. E inutilmente Adriano Paroli avverte: «Dopo quanto deciso coerentemente per il caso Diciotti, concedere oggi l'autorizzazione a procedere sarebbe un precedente negativo per le istituzioni democratiche del Paese».

Intanto a Montecitorio Fi lancia l'offensiva contro l'«oppressione fiscale», all'insegna del liberismo delle sue origini. Il deputato Andrea Ruggieri e il leader di Sos Partite Iva, Andrea Bernaudo, presentano alla Camera un proposta di legge per consentire agli autonomi di non versare i contributi previdenziali all'Inps. «Mettiamo nelle tasche delle partite Iva 280 euro ogni mille fatturati - spiega Ruggieri-, decideranno loro se versare all'Inps o ad altri istituti di previdenza e la scelta sarà in qualunque momento revocabile. Alla pensione ci penseranno da soli». Per Bernaudo, che domani a Roma lancerà il movimento politico «Liberisti italiani», le partite Iva sono «una bomba che sta per esplodere». E replica al ministro dell'Economia: «Ci vuole meno Stato, non piùu Stati, come dice Gualtieri».

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