Anche Castellucci non risponde ai Pm. L'ad di Autostrade andrà via a fine anno

Ma il manager resta in Atlantia. Due colossi cinesi presentano un progetto

L'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci lascerà entro la fine del 2018 la guida della società, finita sotto inchiesta per il crollo del ponte Morandi che il 14 agosto scorso ha causato la morte di 43 persone. Il «processo di riduzione delle responsabilità» di Castellucci in Autostrade non sarebbe però una conseguenza della tragedia di Genova ma una decisione già presa in precedenza, come ha spiegato direttamente il manager: «Il gruppo Atlantia è diventato un gruppo ancora più importante a livello globale, il più grande al mondo nel settore delle infrastrutture. Il processo di progressiva riduzione di responsabilità e di uscita da Autostrade per l'Italia, che è iniziato prima di questa tragedia, riprenderà a breve». In un cda del 3 agosto, quindi undici giorni prima del disastro, Castellucci avrebbe illustrato il disegno di sviluppo del gruppo dopo la conclusione dell'operazione Abertis in Spagna e l'intenzione di concentrarsi sulla guida di Atlantia, riorganizzazione poi interrotta dal disastro del ponte Morandi. Questa la posizione della concessionaria della famiglia Benetton per motivare il cambio ai vertici di Autostrade per l'Italia, mentre l'inchiesta della Procura di Genova (omicidio colposo plurimo, disastro colposo, omicidio stradale colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti le accuse) procede con gli interrogatori dei ventuno indagati, tra cui l'amministratore delegato in uscita di Autostrade. Ieri era proprio la volta di Castellucci che però, consigliato dal suo legale ed ex ministro della Giustizia Paola Severino, ha deciso di non rispondere ai pm e di rilasciare solo dichiarazioni spontanee. «In considerazione della complessità e della gravità dei tragici fatti sottoposti al vaglio della magistratura», ha spiegato l'avvocato Severino, Castellucci parlerà con i magistrati «una volta che l'incidente probatorio sarà concluso», mentre «ha ritenuto doveroso depositare una memoria ricostruttiva di tutti gli interventi da lui disposti in qualità di Ad a seguito dei fatti del 14 agosto», con un'operazione straordinaria di monitoraggio sulla sicurezza della rete autostradale italiana, anche con la consulenza di società di ingegneria indipendenti esterne, il cui esito sarebbe «assolutamente confortante». «Ho detto ai magistrati che la nostra rete autostradale è sicura» ha spiegato Castellucci, che ha fatto sapere che Autostrade ha erogato contributi a circa 300 famiglie senza casa e a circa 500 commercianti e artigiani» e «ha assunto direttamente l'iniziativa per garantire il giusto risarcimento a circa 150 eredi delle vittime». Intanto, tra le proposte per la ricostruzione del ponte a Genova ci sono anche due colossi cinesi (uno è la China Communications Constructions Company) e una cordata tutta made in Italy formata da Italiana Costruzioni, la trevigiana Maeg e la romana Monaco.

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Commenti

Jon

Gio, 29/11/2018 - 09:00

Di Pietro li avrebbe gia' sbattuti tutti in galera... Il PM Cozzi invece, pur indagati per omicidio colposo, strage etc..etc...li lascia Liberi ed Uguali...