Anche gli islamici contro Vendola: "I bambini non si comprano"

Il portavoce del Caim Davide Piccardo attacca apertamente il leader di Sel, nelle cui liste si candidò nel 2011: "La donna che porta il bambino in grembo nove mesi e lo partorisce non è la madre?"

Anche gli islamici contro Vendola: "I bambini non si comprano"

"I bambini non si comprano". Il giudizio di Davide Piccardo è netto, tagliente, inequivocabile. Il portavoce delle associazioni islamiche di Milano e Lombardia non teme di dire ciò che pensa in merito alla vicenda del bimbo avuto da Nichi Vendola e dal compagno Eddy Testa grazie alla tecnica della maternità surrogata - o utero in affitto, per non parlare il linguaggio del politically correct.

"La donna che porta il bambino in grembo nove mesi e lo partorisce - chiede sarcastico Piccardo - non è la madre?". E ancora, "Vendola non è un mercante, ma un acquirente", spiega ribattendo ai commentatori che lo attaccano.

Piccardo, che in passato si candidò a consigliere comunale proprio nelle file del partito di Vendola, ha espresso in uno stringato post su Facebook la propria contrarietà a questa pratica controversa, che già in passato era stata condannata da diversi esponenti del mondo islamico italiano. Sulla medesima posizione anche il padre, Hamza Roberto Piccardo, storico traduttore del Corano in italiano.

Parole molto pesanti, sopratuttto considerando che provengono da un esponente della comunità

islamica apertamente di sinistra, che già in passato aveva difeso Vendola dagli strali di un imam che invitava a non votarlo "perché gay". L'utero in affitto però no. È troppo. E gli islamici dicono basta.

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