Appello dei medici "Immuni è utile". Ma l'app scaricata solo da 4 milioni

Il ministro dell'Innovazione Pisano: "Usatela, è gratuita. Privacy rispettata"

Abbiamo almeno un profilo Facebook ufficiale e a volte uno segreto, pubblichiamo foto in costume su Instagram, video su Tik Tok e cerchiamo l'amore o le avventure su Tinder. Ma poi, quando c'è da salvarsi e salvare chi amiamo dal maledetto Covid, che ha strappato migliaia di persone alla vita, ci ricordiamo di tutelare la nostra privacy, non vogliamo essere tracciati o semplicemente vince la pigrizia nel fare il download.

Solo quattro milioni di italiani fino a oggi hanno scaricato l'app Immuni su una popolazione che «ufficialmente» supera i sessanta milioni. I dati sono stati snocciolati dalla ministra dell'Innovazione, Paola Pisano, spiegando che dal punto di vista tecnico l'app funziona, ma tocca al ministero della Salute fare in modo che sia efficace. «Abbiamo scelto una tecnologia che fosse più inclusiva possibile - ha detto Pisano - Guardando le abitudini dei cittadini e la tipologia di telefonini che utilizzano, abbiamo creato un'app che potesse dare un beneficio al maggior numero di persone. Oltre alla parte tecnologica abbiamo anche curato la parte normativa per tutelare la privacy, i dati e la sicurezza delle infrastrutture nazionali. Abbiamo creato un'app che tecnicamente funziona, ora ci sono il ministero della Salute e le Regioni alla guida di questa tecnologia».

Ma quattro milioni di download sono pochi, pochissimi rispetto a quello che potrebbe servire in Italia. Ne è convinto Luca Ferrari, amministratore delegato di Bending Spoon, la società scelta per lo sviluppo dell'app di contact tracing. «Sul numero di download non avevamo precise aspettative - ha aggiunto - perché per noi era una cosa piuttosto nuova. Non sappiamo quali siano le Regioni dove Immuni è stata maggiormente scaricata». Ma una cosa è giusto ricordarla: il servizio è stato offerto gratuitamente.

Sull'importanza di questa app, che si può trasformare in un'arma fondamentale per tracciare la mappa del contagio, sono tornati anche i pediatri di famiglia della Fimp del capoluogo campano .

«Immuni aiuterebbe a gestire meglio il focolaio di Mondragone ma è scarsissimo il numero di cittadini che a Napoli ha scelto di scaricare e usare l'applicazione», sostengono i medici. «Siamo seriamente preoccupati per la situazione - aggiunge il vice presidente nazionale Fimp Antonio D'Avino - Persiste la convinzione che usarla possa in qualche modo creare problemi di privacy. La verità è che se i cittadini la scaricassero potremmo avviarci alla ripresa di settembre con maggiore serenità e certamente più preparati». L'appello dei pediatri è quello di usare tutti i mezzi disponibili per evitare di ritrovarci in autunno con una nuova ondata di contagi. Per questo l'altro strumento sul quale intendono puntare è la comunicazione, in modo particolare ricordando l'importanza di fare per tempo la vaccinazione antinfluenzale.

Infine la ministra Pisano auspica che si utilizzi una sola app di contact tracing su tutto il territorio nazionale, evitando fughe regionali: «È necessario un controllo unico dei dati per evitare che emergano nuovi focolai». Dispiaciuto per i pregiudizi si è detto il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri. «I dati non vengono rintracciati e non c'è una schedatura - sottolinea - È davvero utile Immuni e penso che possa aiutarci a ripartire più presto».

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Commenti

Giorgio5819

Dom, 28/06/2020 - 15:03

Come potete pensare che gli Italiani si fidino di qualcosa partorito da questo governo di pagliacci ?...

Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 28/06/2020 - 17:17

Chiacchiere al vento. Come è regola nel partito di Grillo e dei suoi numerosi ignoranti. Si pensi a quello che sta in testa e non ha neppure uno straccetto di laurea.