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Apre Pitti Uomo con oltre 740 brand. Tra stili e tendenze la sfida al futuro

Il presidente De Matteis: "Numeri eccezionali anche in momenti difficili"

Apre Pitti Uomo con oltre 740 brand. Tra stili e tendenze  la sfida al futuro
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Per gli addetti ai lavori della moda la cerimonia inaugurale di Pitti Immagine Uomo alla Fortezza da Basso di Firenze è come una messa cantata cui non mancano note stonate e di eccessivo trionfalismo.

"Abbiamo numeri eccezionali anche in questi momenti difficili" dice ad esempio il Presidente Antonio De Matteis forse dimenticando che il comparto ha chiuso l'anno con una flessione negativa del 2,2 per cento, che tengono solo le confezioni in pelle mentre consumi e commercio estero mostrano segni di rallentamento. Poi aggiunge che il binomio Firenze-Milano è vincente perché fa venire in una settimana allungata tutti i buyer del mondo ed è una cosa eccezionale da non cambiare mai. Sarà anche vero ma noi ricordiamo dei Pitti con più di 1000 espositori (all'edizione 110 in programma da ieri fino al prossimo giovedì sono in tutto 740 di cui il 45 per cento in arrivo da 30 Paesi diversi) per non parlare delle fashion week milanesi con 35 sfilate uomo in calendario contro le 15 dell'imminente tornata da venerdì pomeriggio fino al prossimo lunedì. In compenso, a Parigi, la settimana del menswear è in grande spolvero e ci hanno perfino sottratto i due emergenti più interessanti degli ultimi anni: Luca Magliano, bolognese doc e Niccolò Paqualetti di San Miniato.

Insomma sembra che abbia proprio ragione Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda che dopo i saluti di rito ai presenti parla di attacco al sistema italiano e dice che il valore del settore per il Paese è enorme e forse noi cittadini non ne siamo abbastanza orgogliosi. "La moda uomo vale il 19% di tutto il tessile abbigliamento nazionale" dice spiegando che il fatturato annuo è 11,2 miliardi come l'intero comparto della ceramica mentre l'export maschile è di 9 miliardi. "Nel Paese abbiamo 30 mila imprese localizzate in 26 distretti di eccellenza" conclude Sburlati aggiungendo che questo mondo andrebbe raccontato ai giovani, che ci vorrebbe un patto di sistema per difendere i piccoli marchi e che le istituzioni ci dovrebbero seguire un po' di più. Dire che ha ragione è poco: nessun esponente del Governo ha accettato l'invito all'inaugurazione di quello che fino a prova contraria è il più importante salone al mondo della moda maschile.

"Sostenendo il Pitti sosteniamo l'intera filiera che vale il 5 per cento del Pil" spiega infatti in collegamento video Matteo Zoppas, Presidente di ICE (Istituto Commercio Estero). "A questa edizione conclude portiamo 800 buyer provenienti da tutto il mondo: quasi il doppio del solito perchè la moda è il principale ambasciatore del made in Italy".

La cerimonia si conclude come

si è aperta: con i saluti e gli auguri a Ivano Cauli, neo amministratore delegato di Pitti Immagine e i ringraziamenti sinceri allo storico ceo Raffaello Napoleone che d'ora in poi sarà l'ambasciatore del salone nel mondo.

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