Assalto al caveau con ruspa e kalashnikov

Alle due e trenta del mattino, Quinto Vercellese, piccolo paese alle porte di Vercelli, viene sconvolto da un tentativo di rapina che i carabinieri hanno poi definito un assalto in stile paramilitare. Dieci uomini armati di kalashnikov hanno ingaggiato un conflitto a fuoco nelle vie del paese seminando panico e terrore. L'obiettivo dei banditi era la sede dell'istituto di vigilanza Fidelitas. Il commando era formato da dieci persone: alla guida di auto, furgoni e di una ruspa, tutti mezzi rubati, i banditi hanno raggiunto da direzioni diverse l'edificio della società di vigilanza che si trova sulla strada che da Caresanablot porta a Quinto. Poi hanno bloccato le strade di accesso all'istituto dando fuoco a circa undici vetture disseminate ad hoc sul territorio. Poi, giunti di fronte al cancello della ditta, hanno messo in moto la ruspa e l'hanno lanciata contro il muro della Fidelitas: volevano sfondare la parete all'altezza del caveau che custodisce il denaro. Il muro è letteralmente crollato di fronte al personale di turno della vigilanza, poi è scattato l'allarme. I malviventi hanno sfondato sul lato sbagliato dell'edificio. Poco dopo è scoppiato l'inferno. Il commando, armato di pistole e kalashnikov, ha esploso almeno una cinquantina di colpi all'indirizzo dei carabinieri, con 27 bossoli ritrovati in strada. La banda è fuggita in direzione di Villarboit. Poi ha abbandonato e dato alle fiamme le auto usate per il colpo per allontanarsi a bordo di altre vetture «pulite» e assicurarsi la fuga. Inutili, fino a questo momento, i posti di blocco. La sequenza dell'assalto è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza, che ora sono al vaglio degli investigatori. Secondo polizia e carabinieri, non ci sono dubbi che si tratti di una banda di professionisti. E si ipotizzano collegamenti con altre rapine.

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