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Autonomia, ecco la svolta per il Nord

Siglate le pre-intese tra il governo e 4 Regioni. Salvini: "Promessa mantenuta"

Autonomia, ecco la svolta per il Nord
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L'Autonomia differenziata è più vicina. Ieri, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera agli schemi di pre-intesa disciplinari con quattro Regioni. L'ordine del giorno della riunione, integrato nella mattinata, ha previsto quattro accordi: con la Lombardia, con il Piemonte, con il Veneto e con la Liguria. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha messo l'accento sulle radici storiche della battaglia. Un provvedimento utile "per tagliare sprechi, aiutare i cittadini in difficoltà e premiare chi amministra bene. Altra promessa mantenuta", ha detto il leader leghista. "Grande" la soddisfazione del ministro per gli Affari regionali e per le Autonomie Roberto Calderoli, che ha parlato di un "passaggio storico". "Ora andiamo avanti", ha aggiunto.

Il governo e le Regioni si sono così impegnati a proseguire il negoziato per trasferire ai territori ulteriori competenze. Il perimetro delle materie è definito e la volontà comune di arrivare all'accordo definitivo è stata formalizzata. Fuori dai LEP, cioè i livelli delle prestazioni che lo Stato deve garantire in maniera uniforme per l'intera nazione, sono stati citati la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e integrativa e il coordinamento della finanza pubblica, con evidenti riflessi sulla sanità. In Piazza Colonna, a Roma, i quattro governatori interessati hanno concordato: si tratta di un passaggio storico verso una rivoluzione istituzionale. "Mi permetto ha esordito il governatore veneto Alberto Stefani di segnalare l'importanza della tutela della salute in coordinamento con la finanza pubblica, che oltre a eliminare i silos integra anche la possibilità dei fondi sanitari integrativi nella spesa sanitaria". Gli ha fatto eco il presidente lombardo Attilio Fontana, che già intravede "la conclusione di questo percorso". Il governatore veneto ha pure elencato alcuni benefici in cifre: "L'integrazione dei fondi sanitari integrativi nella spesa sanitaria potrà tradursi per il Veneto in circa 300 milioni di euro in più destinati ai cittadini". Per il presidente piemontese Alberto Cirio, da ieri è stato fatto "un passaggio importante per rendere più forte l'Italia". "Per noi ha osservato il presidente ligure Marco Bucci è un gran passo soprattutto per la sanità e la protezione civile, che sono le due cose che hanno l'effetto più immediato sui cittadini". La riforma - ha precisato Cirio - "non creerà sperequazioni". Se gli enti autonomi festeggiano, in Parlamento si assiste allo scontro tra centrodestra e centrosinistra. Per i capigruppo del Carroccio Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, questa tappa è tanto "prevista dalla Costituzione" quanto "chiesta dai cittadini". Il responsabile degli Enti locali del Carroccio, Stefano Locatelli, ha rilanciato: "Si concretizza il sogno della Lega per un'Italia efficiente e federale".

Polemiche dal Pd, con la segretaria Elly Schlein che si definisce "preoccupata": "Attenzione, perché tra le materie che vogliono destinare a maggiore autonomia c'è anche la protezione civile". Il rischio, per la leader dem, è "l'aumento dei divari territoriali". "Io, ha concluso, credo che dovremmo fermarci e riflettere tutti su quello che serve a un grande Paese". Critiche da una parte politica che ha sempre osteggiato l'istanza federalista del Carroccio. Secondo il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, l'esecutivo sta "aggirando" le sentenze e i richiami della Corte costituzionale.

Per la Cgil, sarebbe addirittura "a rischio" la "coesione nazionale". Il centrodestra, con premierato, riforma della giustizia e autonomia, sta portando avanti il programma elettorale con cui ha vinto le ultime elezioni.

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