Gli azzurri fanno quadrato: il Cavaliere unico leader

La convinzione: Silvio voleva attenuare polemiche e contrasti. Il futuro di mr Chili

Gli azzurri fanno quadrato: il Cavaliere unico leader

Roma - Escludere Stefano Parisi dalla corsa alla leadership del centrodestra non rappresenta automaticamente un'investitura per Matteo Salvini. E non è detto neppure che per Parisi le porte si siano chiuse in modo definitivo. In casa azzurra le dichiarazioni di Silvio Berlusconi provocano scompiglio e interpretazioni contrapposte.

I tanti che non hanno mai digerito le ambizioni dell'ex candidato sindaco gioiscono soddisfatti perché vedono le parole di Berlusconi come una pesante pietra tombale sulla carriera di Parisi come possibile collettore del centrodestra. Ma non sono pochi quelli che le leggono come un invito a «tornare nei ranghi» indirizzato non soltanto a Parisi ma anche a Salvini e Giovanni Toti. Tra quelli che guardano con interesse al profilo moderato di Parisi (come Francesco Giro, Antonio Tajani o Gianfranco Miccichè) c'è chi preferisce sottolineare quelle che appaiono come le inevitabili conseguenze dell'affermazione di Berlusconi: se non può esser leader Parisi perché divisivo figuriamoci se può esserlo Salvini. L'intento del leader di Forza Italia, dicono gli azzurri più prudenti, è quello di attenuare polemiche e contrasti per centrare l'obiettivo di un centrodestra unito che è poi il filo conduttore di tutta la sua avventura politica. A questo schieramento appartiene il senatore Francesco Giro che invita a «non forzare il senso delle dichiarazioni di Berlusconi» e respinge le reazioni strumentali.

«Berlusconi non ha minimamente inteso depotenziare il progetto portato avanti da Parisi - dice Giro - Ha invece detto che chi vuole aspirare a un ruolo nel centrodestra deve unire e non dividere. Non credo proprio che Berlusconi voglia rinunciare allo sforzo profuso da Parisi così come non intende compromettere l'alleanza con la Lega».

Sul fronte opposto l'europarlamentare Stefano Maullu che ritiene le parole di Berlusconi una solenne bocciatura senza possibilità di appello. «Parisi non ha alcuna possibilità di ricoprire un ruolo di guida o federatore del centrodestra italiano - dice Maullu - Quello di Berlusconi è il pensiero di tutti quelli che Forza Italia l'hanno costruita negli anni con tanto lavoro sul territorio, tra la gente. Parisi non ha il carisma politico, non ha strategia complessiva e non ha legittimazione da parte del popolo del centrodestra».

A chiudere il cerchio interviene Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. «Nel centrodestra italiano c'è un unico leader e un unico federatore, ed è Silvio Berlusconi - ribadisce Brunetta- In Italia come in Europa ci sono due destre, una più estrema e una più moderata come accade in Francia, in Germania, in Spagna, e anche in Italia». Brunetta ricorda come Berlusconi sia riuscito nel '94 «a mettere insieme le destre» ed a portare «il centrodestra al governo». Anche adesso, prosegue Brunetta «la missione di Berlusconi è mettere insieme tutte le destre italiane. Per cui se Stefano Parisi vuole partecipare a questo processo, a cui tutti noi stiamo lavorando da sempre, ben venga».

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