Gli azzurri scendono in campo "No al teatrino della politica"

L'appello alla concretezza di Forza Italia: «Conte ci chiami e facciamo un tavolo tecnico a Palazzo Chigi»

«Il governo se ne accorga: c'è gente che lavora e non partecipa al teatrino della politica». Antonio Tajani ha tra le mani il corposo fascicolo di 250 pagine che racchiude il piano di Forza Italia per il Recovery fund e si rivolge alla maggioranza litigiosa che, invece, continua a passarsi bozze vecchie e nuove «da un ministero all'altro».

Il documento è stato anticipato nei giorni scorsi dal leader Silvio Berlusconi, che ieri in una lettera al Corriere della sera raccomandava di non perdere l'occasione per «grandi cambiamenti» offerta dalla presidenza del G20, assunta a dicembre dall'Italia. «Bisogna evitare divergenze in politica estera, per pensare solo a verifiche e manovre di governo e recuperare il forte ruolo internazionale dei nostri anni di governo», scriveva il Cavaliere.

Il vicepresidente azzurro e il gruppo dirigente del partito presentano le proposte azzurre in una delle conferenze-stampa su Zoom, cui il Covid19 ci ha abituato. Tajani insiste sulla concretezza e lo sguardo al futuro di quella che è «una vera e propria visione dell'Italia, che va al di là dei 209 miliardi dell'Ue e non deve accontentare un partito o l'altro ma avviare una nuova fase di ricostruzione del Paese». Poi aggiunge una stoccata ai giallorossi: «Avremmo voluto che il governo ci consultasse, secondo l'invito del Capo dello Stato, ma le nostre proposte sono a disposizione».

Sono proposte che guardano lontano, spiega il responsabile economia di Fi Renato Brunetta e quei 209 miliardi di Bruxelles hanno un potenziale di 500, ben di più se si attiva il rapporto pubblico-privato, dall'Italia e dall'estero. C'è il rischio, però, di finanziare opere che poi non si realizzano e dover restituire il denaro, rimanendo fanalino di coda nell'uso delle risorse europee. Bisogna assicurare, per Brunetta, il rispetto dei tempi imposti dall'Ue per i progetti, senza arenarsi tra contenziosi e pastoie burocratiche. E per questo propone «un'unità tecnica presso Palazzo Chigi, che segua l'avanzamento lavori, preveda poteri sostitutivi in caso di ritardi, deroghe al codice degli appalti, silenzio-assenso per garantire certezza dei tempi ed eccezionali semplificazioni. Un Mister Wolf, per citare il personaggio risolvo-problemi del film Pulp fiction di Tarantino». Il piano deve arrivare presto in Parlamento ed essere condiviso, dice Brunetta, non può essere «terreno per un regolamento di conti nella maggioranza».

Per il Recovery fund, secondo Fi, bisogna partire da tre grandi riforme, della pubblica amministrazione, del fisco e della giustizia, senza le quali in Italia ogni intervento rischia di arenarsi. Il piano azzurro ha un'attenzione particolare per il Mezzogiorno, per i giovani, per la digitalizzazione, ma tocca tutti i campi perché, ricorda Tajani, le opportunità che ci offre l'Europa comprendono anche Sure, i fondi Bei e «siamo sempre favorevoli all'uso del Mes, disponibile da giugno».

Il coordinatore dei dipartimenti, Giorgio Mulè, spiega che il documento è «frutto di un lavoro coordinato di centinaia di esperti di Fi e prevede un mix pubblico-privato per attivare interventi ben al di là dei fondi europei». Vengono indicate delle soluzioni particolari, ma in un quadro «armonico, strategico, che guarda al futuro, nella speranza finora disillusa di avere un confronto con il governo».

Per la presidente dei senatori azzurri, Anna Maria Bernini, il Recovery plan dev'essere occasione «per celebrare la festa della democrazia in Parlamento, dopo aver visto lo sfregio di Capitol Hill a Washington». Queste risorse, avverte la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini, «non appartengo a Conte o alla maggioranza ma all'Italia e ci preoccupa lo stallo per le trattative su rimpasto, verifica, ipotesi di Conte ter...». Sestino Giacomoni spiega che la creazione di «un fondo sovrano italiano rientra tra le priorità del nostro piano per sostenere le imprese».

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