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"Basta al business dei souvenir fascisti"

Il deputato Pd, Enzo Lattuca, insieme a due suoi colleghi di partito emiliani, ha avanzato una proposta di legge che proibisca il merchandising sui gadget che rievocano il Ventennio

"Basta al business dei souvenir fascisti"

"Insieme ai colleghi Marco Di Maio e Tiziano Arlotti ho sottoscritto una proposta di legge che ha l’obiettivo di rendere esplicitamente illegale la produzione e vendita di oggetti, gadget e souvenir fascisti. Si tratta di inserire alcune modifiche alla legge Scelba del 1952 per sanzionare la produzione, la distribuzione, la diffusione e la vendita di oggetti raffiguranti immagini o simboli del partito fascista". Con queste parole il giovane deputato Pd, Enzo Lattuca, ha presentato sul suo sito internet un'iniziativa parlamentare che potrebbe essere la rovina per molti commercianti nostalgici del Ventennio e ilgiornale.it lo ha intervistato per capirne di più.

Perché avete deciso di affrontare questo tema proprio ora? Era una priorità del momento?

La ripresa dei movimenti neofascisti è preoccupante e non è un caso che questa proposta venga da tre deputati della Romagna. A Predappio c'è un presidio di nostalgici che fanno merchandising con l'esaltazione del fascismo. Un business che procura un danno di immagine alla Regione. A Rimini, infatti, questa estate è scoppiato il caso di un gruppo di turisti che hanno denunciato al sindaco la vendita di bottiglie di vino con l'effige di Mussolini.

Ma proprio a Predappio il sindaco vuole costruire un museo sul Ventennio e solo pochi giorni fa a Sant'Ilario la Coop vendeva il calendario di Mussolini...

Il sindaco di Predappio sta portando avanti un'iniziativa lodevole. Non intende creare un museo che celebri il fascismo ma che sia contro i totalitarismi. A Sant'Ilario la Coop ha subito ritirato il calendario e mi pare che la risposta data sia stata inappuntabile e coerente con la sua storia. A Perugia, invece, la maggioranza di centrodestra discute se dare risalto o meno a un cippo celebrativo della Marcia su Roma.

E secondo lei questa proposta di legge può servire a impedire che i giovani si avvicinino ai movimenti di estrema destra?

Può spingere i giovani a non trattare con leggerezza questi temi e soffermarsi più sull'aspetto tragico del Ventennio più che esaltare quello eroico. Il problema di questo di attività commerciali è che tendono alla mitizzazione del fascismo ed è sbagliata anche la vendita di una semplice cover per Iphone. La modifica di una parte della legge Scelba del '52 non vuol essere una damnatio memoriae ma vuol impedire il commercio fatto per mitizzare il fascismo.

Non si rischia di danneggiare un settore, seppur piccolo, della nostra economia? Basti pensare a tutte le librerie non conformi che potrebbero chiudere...

Sui prodotti editoriali il discorso è diverso perché sono già regolati dalle norme esistenti che puniscono l'apologia del fascismo e, a tal proposito, la settimana scorsa è stata approvata la legge sul negazionismo. Personalmente sono contrario ai reati d'opinione ma qui si va oltre, c'è un mix pericoloso di nostalgia e business.

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