Berlusconi detta la linea: "Nuove regole insieme ma il Nazareno è finito"

Il leader a tutto campo per il No: "Da Renzi solo annunci, se lascia lo prendo a Mediaset"

Berlusconi detta la linea: "Nuove regole insieme ma il Nazareno è finito"

Il Patto del Nazareno? «Stagione chiusa per sempre». Continuerà a fare politica? «Dopo il referendum e dopo la sentenza della corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo che spero arrivi presto a certificare la mia innocenza e la piena candidabilità, sarò a disposizione nel ruolo che sarà più utile all'Italia». Renzi come Craxi? «Ha la sua stessa arroganza, ma non la sua visione politica». Il futuro del premier? «Se lascia la politica lo prendo come annunciatore a Mediaset».

Silvio Berlusconi continua il suo impegno quotidiano e capillare per il No al referendum e divide la sua attività di comunicazione tra un messaggio su Facebook, un'ampia intervista a Il Dubbio - il quotidiano diretto da Piero Sansonetti - una alla trasmissione DiMartedì, condotta da Giovanni Floris, e una con il Tg1. «Il mio è un No fermo e responsabile, senza equivoci e ambiguità. Il Patto del Nazareno appartiene a una stagione finita per sempre. Se vince il No le riforme si dovranno fare su basi ben diverse».

Parla anche di Craxi e D'Alema. E dei ricordi personali più cari: «Spero che mio padre e mia madre siano orgogliosi di me». Per Berlusconi è «indispensabile sedersi intorno a un tavolo per riscrivere la legge elettorale, in modo condiviso, stavolta su base proporzionale. E poi andare alle urne». «Opto per il proporzionale per una questione di rappresentatività». E su Stefano Parisi: «Mi sono limitato a osservare una cosa addirittura ovvia: chi vuole fare il leader di una coalizione non può pensare di farlo criticando e attaccando i membri di questa coalizione». Se ci siamo davvero lasciati? «Non stiamo parlando di una storia d'amore». Infine il ringraziamento a D'Alema, che lo aveva definito «politico di razza»: «Anche se io non credo di esserlo. Credo di essere un italiano che ha fatto il suo lavoro e ha provato a farlo bene», e il ricordo di Craxi: «Se Bettino mi ricorda Renzi? Quest'ultimo ha la sua stessa arroganza ma non ha la sua visione politica. Fu bloccato dalla magistratura ma cambiò la storia della sinistra».

C'è poi un duro e dettagliato giudizio su referendum e governo Renzi. «La scelta è semplice: puoi accettare o respingere una riforma sbagliata, inaccettabile, che non fa risparmiare nulla, che rende le istituzioni meno efficienti. La vuole un governo che non ha risolto neppure uno dei problemi del nostro Paese, e anzi ne ha aggravati diversi. Dopo 1000 giorni di governo Renzi, l'Italia ha aumentato di 106 miliardi il suo debito, il numero dei poveri è aumentato di un milione nell'ultimo anno. La disoccupazione è rimasta quella di 3 anni fa, di 3 punti più alta del livello al quale noi l'avevamo lasciata nel 2011, l'immigrazione è fuori controllo». Poi il giudizio personale sul premier. «Se mi metto davanti alla tv vedo sempre e solo Renzi, è dappertutto. Renzi all'inizio mi stava simpatico poi mi ha deluso, come affabulatore, intrattenitore è il più bravo. Lo inviterei ad entrare in Mediaset come annunciatore visto che ha l'annuncite, salvo che poi agli annunci non segue niente. Se lascia la politica a Cologno Monzese trova le porte aperte». Infine sui possibili ritorni nel centrodestra il giudizio è secco. «Io non credo che gli elettori possano accettare dei transfughi che li hanno traditi».

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