Bestie & vermi Se Renzi insulta non si lamenti con chi risponde

Il premier si scusi per gli insulti nazisti. E ora esca dallo zoo

Bestie & vermi Se Renzi insulta non si lamenti con chi risponde

Sull'abilità oratoria di Matteo Renzi sono state scritte pagine e non intendiamo aggiungere parole a tante parole sprecate. Confermiamo che il ragazzo al microfono e davanti al pubblico, anche televisivo, ci sa fare parecchio. Ha il comizio sulla punta della lingua. È un incantatore di beoti più che di serpenti, ma bisogna riconoscergli - sia pure con qualche riluttanza - una capacità straordinaria di trascinarsi appresso persino la borghesia spenta, l'erede di quella che un tempo era illuminata dai ceri cimiteriali.

Ultimamente, tuttavia, il minipremier, nel tentativo di diventare maxi, si è allargato un po' troppo e ha calpestato qualcosa di maleodorante. È successo alla festa dell'Unità, allorquando, nella foga predicatoria, inavvertitamente, si è lasciato sfuggire una frase che neppure Joseph Goebbels, ministro del Reich, e cancelliere negli ultimi giorni del regime, avrebbe osato pronunciare. Questa: «C'è un elemento di umanità sotto il quale non si scende. Non c'è il Pd contro le destre, ci sono umani contro bestie».

Renzi è riuscito a scendere sotto tale elemento di umanità con una disinvoltura sconvolgente. Egli infatti deve sapere che definire bestie certi uomini è un esercizio di infausta memoria. Specialisti in questa pratica orrenda erano i nazisti spinti, i peggiori, ossia gli antisemiti, i teorici della razza pura e delle razze inferiori. Secondo costoro, gli ebrei andavano ammazzati proprio perché equiparati a bestie di infimo ordine, scarafaggi, blatte, sanguisughe, parassiti indegni di vivere e, quindi, da eliminare.

Detto, fatto. I nazisti allestirono delle strutture nelle quali furono sterminati sei milioni di bestie, cioè ebrei, che l'era istess . Le pare bello, signor presidente, essersi messo sul medesimo piano linguistico e concettuale di Adolf Hitler e dei suoi zelanti collaboratori? Personalmente amo gli animali (anche perché il sostantivo deriva da anima, che mi piace anche se magari non c'è), ma usare il termine bestie per manifestare disprezzo a chi ha opinioni diverse da quelle del Pd, pertanto in un'accezione spregiativa, è quanto di più abietto si possa immaginare: un prolungamento inatteso e offensivo di un periodo la cui evocazione, anche involontaria, provoca disgusto.

E lei, come se nulla fosse dà delle bestie ad almeno il 50 per cento dei connazionali contrari alle immigrazioni incontrollate? Speriamo che il prossimo passo non sia quello di incenerire (non le basta rottamare?) gli oppositori del governo in materia di gestione dell'emergenza profughi e similari. Le segnalo che David Cameron sul punto non la pensa esattamente come Palazzo Chigi (respinge le quote Ue) e che Netanyahu ha progettato di costruire in Israele una barriera per impedire agli stranieri sgraditi di varcare il confine. Bestie anche questi due signori?

Matteo Renzi, non le resta che scusarsi per le «bestialità» che ha detto pubblicamente, altrimenti legittimerebbe l'epiteto che le ha dedicato Matteo Salvini: sei un verme. Usciamo per favore dallo zoo e dal verminaio.

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