La tensione è sempre più alle stelle in Medio Oriente e in queste ore si gioca il futuro assetto della regione. La vigilanza internazionale è al massimo perché il rischio è che il conflitto sia prolungato e ampio. La guerra probabilmente ridisegnerà gli equilibri di potere e porterà una modifica sostanziale dell'area. Ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu senza giri di parole, anzi con parole di fuoco, è intervenuto e ha esortato gli iraniani a rovesciare il regime, a rompere le catene della tirannia e cercare finalmente la libertà e la democrazia. Un moto per le donne, per gli uomini, finora oppressi dalla teocrazia degli ayatollah. Netanyahu ha pubblicato su X un video in lingua farsi in cui si rivolge ai cittadini dell'Iran: "Nei prossimi giorni colpiremo migliaia di obiettivi del regime del terrore. Creeremo le condizioni affinché i coraggiosi cittadini iraniani possano liberarsi dalle catene della tirannia: cittadini dell'Iran, non perdete questa opportunità, che si presenta solo una volta per generazione, dovete scendere in piazza a milioni per portare a termine il compito, per rovesciare il regime del terrore che ha reso le vostre vite insopportabili. L'aiuto che stavate aspettando è arrivato". E, a conferma di queste dichiarazioni l'esercito israeliano ha annunciato ieri che mobiliterà 100.000 riservisti nell'ambito dell'offensiva contro l'Iran. Secondo un comunicato dell'Idf, che avrebbe spianato la strada per Teheran in 24 ore, l'esercito si prepara a rafforzare il proprio livello di preparazione sui diversi fronti.
Dalla Kiryià, il ministero della difesa che si trova nel centro di Tel Aviv, Netanyahu ha infatti spiegato che "stiamo affrontando una campagna in cui stiamo dispiegando l'intera forza dell'Idf, come mai prima d'ora, per garantire la nostra esistenza e il nostro futuro". Riferendosi alle 9 vittime registrate finora per l'impatto dei missili iraniani, ha aggiunto: "Ieri qui, a Tel Aviv, e ora a Beit Shemesh, abbiamo perso persone care. Il mio cuore è con le famiglie e invio i miei migliori auguri di pronta guarigione ai feriti". Netanyahu non sembra quindi voler ammorbidire l'azione militare dello Stato ebraico: "Le nostre forze colpiscono nel cuore di Teheran con sempre maggiore forza, e gli attacchi si intensificheranno ulteriormente nei prossimi giorni - ha chiarito - . Ho appena terminato un incontro con il ministro della Difesa, il capo di stato maggiore e il direttore del Mossad. Ho dato istruzioni per il proseguimento della campagna", ha aggiunto. Poi di nuovo si è rivolto agli iraniani: "La vostra sofferenza e il vostro sacrificio non saranno vani ha detto -. È il momento di unire le forze per una missione storica. Per garantire il vostro futuro". Anche l'esercito israeliano ha informato che "sta colpendo obiettivi che appartengono al regime terroristico nel cuore di Teheran", dopo che sabato l'aeronautica "ha condotto attacchi su larga scala per stabilire la superiorità aerea e spianare la strada" verso la capitale. L'obiettivo, ha detto il portavoce delle Forze di difesa, è "creare le condizioni operative per la caduta degli ayatollah". Bibi aveva già spiegato che gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran mirano a rimuovere una "minaccia esistenziale".
E ha più volte elogiato l'azione condotta assieme a Washington come un modo per dare al popolo iraniano la possibilità di plasmare il proprio futuro, così come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la sua leadership.