Blitz anti moschea nella sala del Comune: indagati i leghisti

Rischia di costare cara ai consiglieri leghisti l'irruzione nella moschea improvvisata al Comune di Torino dello scorso 28 luglio per contestare la concessione ai musulmani di uno spazio municipale. Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero, i consiglieri del Carroccio autori del blitz sono finiti nel registro degli indagati della procura di Torino. Nell'invito a comparire notificato ai due consiglieri il reato ipotizzato è la violazione della norma che sanziona atti aventi per scopo l'incitazione alla violenza o all'odio razziale, nota come legge Mancino.

Avrà dunque una coda giudiziaria il blitz che già tante polemiche aveva suscitato perché tacciato di razzismo. I due consiglieri del Carroccio, durante un convegno sulla moda islamica e gli investimenti internazionali nel settore organizzato con il supporto del Dubai Islamic Economy Development Center , avevano fatto irruzione per protesta nella sala dei matrimoni, dove su richiesta dei convegnisti era stata allestita una sala preghiera. Ricca e Carbonero avevano arrotolato il tappeto steso a terra portandolo via con sé. Non solo. Avevano infatti anche filmato la loro iniziativa provocatoria, e l'avevano postata su Facebook . Ottenendo migliaia di visualizzazioni.

Immediate le polemiche da sinistra. Il Pd aveva condannato il gesto come razzista, ma la Lega aveva rivendicato la legittimità della contestazione. Tuona ora su Facebook il segretario della Lega del Piemonte, Roberto Cota: «Il loro gesto è stato un gesto politico, non contro la religione islamica o chi la pratica, ma contro la assurda e provocatoria scelta del sindaco».

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