Brexit, Regina approva richiesta di sospendere Parlamento

La regina Elisabetta II ha approvato la richiesta del premier britannico Boris Johnson di sospendere il Parlamento, il che limiterà la possibilità dei deputati di bloccare una eventuale Brexit senza accordo.

Brexit, Regina approva richiesta di sospendere Parlamento

Boris Johnson mette in atto il suo piano per scongiurare un possibile rinvio della Brexit. Secondo quanto riferito dalla Bbc e dal cronista politico Nick Robinson, e confermato dallo stesso Primo ministro, il governo inglese ha chiesto alla Regina Elisabetta II di acconsentire alla sospensione dei lavori del Parlamento, a partire da metà settembre, pochi giorni dopo la riapertura dalla pausa estiva e per cinque settimane. Secondo i media inglesi, la Regina avrebbe accolto e approvato tale richiesta, il che limiterà la possibilità dei deputati di bloccare una eventuale Brexit senza accordo. Secondo analisti ed esperti di diritto, è da escludere qualsiasi azione legale che possa mettere in discussione l'autorità della Regina ad esercitare, in tale quadro, le proprie prerogative. Da valutare, invece, l'ipotesi di discutere la correttezza e la legittimità dell'azione con cui Johnson ha chiamato in causa la sovrana. Secondo quanto autorizzato dalla Regina la sospensione comincerà la seconda settimana di settembre, "non prima di lunedì 9 settembre e non più tardi di giovedì 12 settembre", e durerà fino al 14 ottobre. In quest'ultima data la monarca pronuncerà il discorso in cui fornirà i dettagli dell'agenda legislativa dell'amministrazione Johnson.

Tory Backbencher e l'attivista pro-Remain Dominic Grieve lo hanno definito "un atto oltraggioso", sottolineando che questa decisione potrebbe portare a un voto di sfiducia nei confronti di Johnson: "Questo governo cadrà" hanno spiegato. Il laburista Tom Watson ha dichiarato che la mossa di Johnson rappresenta "affronto assolutamente scandaloso alla nostra democrazia" mentre il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha dichiarato che i parlamentari dovranno riunirsi per fermare il piano la prossima settimana, oppure "la giornata di oggi passerà alla storia come tappa oscura per la democrazia britannica". John Mayor, ex primo ministro conservatore, ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione di Boris Johnson.

E dall'opposizione continuano a levarsi cori di proteste. Secondo il presidente della Camera dei Comuni, John Bercow, la chiusura del Parlamento è un "oltraggio costituzionale". "È assolutamente evidente che l'obiettivo della sospensione è ora quello di impedire al Parlamento di discutere della Brexit e di fare il suo dovere di definire una traiettoria per il Paese", ha detto ancora lo speaker della Camera dei Comuni. Per i leader laburista Jeremy Corbyn il piano di Johnson rappresenta una "minaccia alla democrazia" . "Inorridisco per la sconsideratezza del governo di Johnson, che parla di sovranità e tuttavia sta cercando di sospendere il parlamento per evitare l'esame dei suoi progetti per una spericolata Brexit senza accordo" affferma Corbyn. Il leader dei laburisti ha scritto una lettera alla Regina Elisabetta II per esprimerle le sue preoccupazioni circa la richiesta del governo di Boris Johnson di sospendere il Parlamento fino al 14 ottobre

Nel frattempo, ha superato 190mila firme in poche ore la petizione pubblicata sul sito del Parlamento britannico per chiedere il blocco della sospensione del Parlamento. Le sottoscrizioni continuano a salire di secondo in secondo. La decisione di Johnson ha suscitato reazione diverse anche in tutta Europa. L'ex premier italiano Enrico Letta su Facebook scrive: "Senza Parole! È di inaudita gravità la decisione di sospendere il Parlamento per Brexit. Difficile, molto difficile poi difendere Europa come baluardo valori democratici nel mondo". Durissimo anche l'eurodeputato di Renew Europe, Guy Verhofstadt, il quale su Twitter osserva: "Riprendere il controllò non è mai stato così sinistro. Come collega parlamentare, la mia solidarietà a coloro che lottano per far sentire la loro voce. E' improbabile che il reprimere il dibattito su scelte profonde contribuirà a creare stabili relazioni future tra Unione europea e Regno Unito".

La giornalista della Bbc Laura Kuenssberg ha rivelato che solo un numero limitato di ministri del governo era a conoscenza del piano del primo ministro, prima che diventasse pubblico. L'obiettivo del leader conservatore è quello di sospendere le attività parlamentari per cinque settimane in modo da impedire ai Comuni di interferire con il piano di Londra di lasciare l'Ue il prossimo 31 ottobre. "Ho sentito che alla Regina potrebbe venir chiesto di acconsentire al rinvio del Parlamento già oggi", ha twittato il giornalista Nick Robinson. Rumors confermati dal leader tory.

Il premier britannico è pronto a tutto pur di tenere fede agli impegni presi e scongiurare il rinvio della Brexit. Come riportava qualche giorno fa il settimanale The Observer, il premier conservatore ha chiesto al procuratore generale, Geoffrey Cox, un parere legale circa la possibilità di sospendere le attività del Parlamento per cinque settimane a partire dal 9 settembre. Secondo quanto trapelato, l’azione è legalmente possibile, almeno che, nel frattempo, non vengano prese contromisure – ossia un ricorso presso i tribunali.

Come nota il Corriere della Sera, Johnson non è entusiasta all’idea di sospendere l’attività parlamentare ma non vuole escludere questa possibilità. In un’intervista rilasciata alla Bbc ai margini del G7, Johnson ha dichiarato che le possibilità di un accordo per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea stanno migliorando. Per Johnson ora vi è la possibilità di una accordo “touch and go” (toccata e fuga), sottolineando tuttavia che “tutto dipende dagli amici e partner nell’Ue”. Per il premier britannico, che in precedenza aveva dichiarato che le possibilità di trovare un accordo erano di "un milione a uno", il Regno Unito deve essere comunque preparato per un’uscita senza accordo dall’Ue, che rimane, al momento, l'ipotesi più probabile.

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