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Caccia e animali. Oggi il Senato vota la legge che divide. Barricate a sinistra

In Aula la riforma dell'attività venatoria. I "casi di coscienza" nella maggioranza

Caccia e animali. Oggi il Senato vota la legge che divide. Barricate a sinistra
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Il disegno di legge sulla caccia è arrivato al Senato dove dovrebbe essere approvato oggi dopo un esame in commissione durato quasi un anno. Il nuovo Ddl a prima firma del senatore Lucio Malan di Fdi interviene per modificare la legge 157 del 1992 che disciplina l'attività venatoria ed è stato oggetto negli ultimi mesi di molte polemiche. Nel merito la riforma (che conta 20 articoli) prevede una serie di misure a cominciare dall'adozione della "gestione attiva" della fauna secondo cui le specie selvatiche vanno governate, e non più semplicemente protette, per mantenere l'equilibrio con le attività dell'uomo, la sicurezza delle persone e la salvaguardia delle produzioni agricole.

Tra i temi affrontati c'è la gestione del lupo, così come la bioregolazione dell'attività venatoria. Punto saliente è la riforma degli Ambiti territoriali di caccia (Atc) che vengono riorganizzati così come gli incentivi per gli agricoltori. Il Ddl prevede inoltre un rafforzamento delle misure contro l'illegalità con un aumento delle pene per il bracconaggio. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha difeso la riforma all'assemblea nazionale di Cia spiegando: "Non è come qualcuno la racconta una legge che serve a garantire i bracconieri, è il contrario". Lollobrigida ha poi aggiunto: "Noi vogliamo una legge che permetta di razionalizzare un processo sulla base di dati scientifici, aggiornando qualcosa che viene considerato da tutti vecchio. È una legge del 1992 e sono cambiate mille cose da quegli anni".

All'interno della maggioranza ci sono alcuni pareri divergenti come quello dell'onorevole Michela Vittoria Brambilla e della senatrice Michaela Biancofiore che non ha partecipato ai lavori d'aula sul ddl caccia e spiega al Giornale: "Ringrazio il ministro Lollobrigida e la maggioranza per aver capito che per me trattasi di un problema di coscienza. Esiste una sentenza alla Cedu, la Hermann contro Germania 26-6-2012, che ha di fatto parificato il sentimento contro la caccia ad un orientamento religioso verso il quale non vi possono essere quindi discriminazioni. Io sono contro la caccia senza se e senza ma, ritengo che vada abolita. Purtroppo, in linea con l'Ue e l'attuale disciplina italiana che ritiene legale la caccia e che la sinistra non si è mai sognata di abolire, si finisce per autorizzare l'uccisione di animali".

Molto meno costruttive sono invece le opinioni delle opposizioni che hanno criticato duramente la riforma a cominciare dal leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte secondo cui si tratta di "un provvedimento che rappresenta un grave passo indietro nella tutela della natura e della biodiversità".

Per la segretaria del pd Elly Schlein invece "Il ddl è una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l'ecosistema e la biodiversità".

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