Camera con vista in un hotel a mille stelle. L'ultima idea di Bezos è un albergo galattico

Si chiamerà Orbital Reef la stazione Blue Origin per business e turismo. Sarà operativa entro il 2030. Mr Amazon ha pronto un miliardo di dollari

Camera con vista in un hotel a mille stelle. L'ultima idea di Bezos è un albergo galattico

Quante stelle potrà mai avere un albergo tra le stelle? Domanda oziosa ma nemmeno tanto visto che l'immarcescibile Jeff Bezos - il dio di tutti gli spedizionieri in quanto inventore di Amazon - ha annunciato il progetto di lanciare una stazione spaziale commerciale che potrebbe anche «vendere» delle stanze con vista (e che vista) a turisti galattici: l'avamposto si chiamerà «Orbital Reef» ma ora non andatelo a cercare su booking.com nella speranza di prenotare una suite: per stessa ammissione della Blue Origin, la compagnia spaziale fondata da Bezos, la speranza è che sia operativo entro questo decennio, ancora abbastanza ai primi passi.

L'hotel mille stelle in realtà è solo una parte - la più spendibile, la più suggestiva - di un progetto ben più vasto, che farebbe della stazione spaziale griffata Bezos un vero «business park» spaziale. Secondo i dépliant promozionali distribuiti da Blue Origin (se vi sembra una trovata da Pensione Marisa a Cesenatico sappiate che ci abbiamo pensato anche noi) precisa che nella stazione polifunzionale, dalla superficie di 32mila piedi quadrati (pari a pco meno di 3mila metri quadri), potranno trovare «spazio» dieci persone che, oltre a guardare l'insolito panorama, potranno girare film in microgravità (come una troupe russa ha recentemente fatto nell'Iss, la stazione spaziale internazionale) o condurre esperimenti all'avanguardia.

Per realizzare questo obiettivo Blue Origin, che si avvarrà della partnership con Sierra Space e con Boeing, spenderà naturalmente una cifra astronomica, che nel corso della conferenza stampa i dirigenti della compagnia non hanno voluto stimare. Pare che però mister Bezos - che fino all'anno scorso era l'uomo più ricco del mondo ma, povero lui, è stato recentemente superato dall'amico-rivale di visioni assortite Elon Musk - avrebbe stanziato per l'operazione un miliardo di dollari, pari a 860 milioni di euro. Basteranno? Di certo la faccenda non farà perdere il sonno a mister Amazon, che secondo l'indice di ricchezza Bloomberg può comunque contare su un patrimonio personale di 192,6 miliardi di dollari.

Era da tempo che non c'era tanto traffico nello spazio, destinazione che negli ultimi anni non conosceva tanta fortuna. Ora è un fiorire di progetti e di missioni a volte piuttosto folcloristiche, come quella che ha spedito nello spazio qualche settimana fa il novantenne attore William Shatner, il capitano Kirk di Star Trek, che ha viaggiato proprio su una navicella della Blue Origin. E in questo ingorgo ad altissima quota le stazioni spaziali rappresentano un asset fondamentale. La Nasa, per dire, sta cercando di convincere i propri Stati partner a dare una rinfrescatina all'Iss, che ha vent'anni ed è stata progettata per durare fino al 2030. O meglio ancora a rimpiazzarla, se è vero che anche i russi hanno annunciato che non vi manderanno più i propri cosmonauti a partire dal 2025 a causa del rischio di incidenti probabilmente fatali. È giunta l'ora di «costruire» qualcosa di nuovo nello spazio. Magari spedendolo con Amazon.

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