Cannabis, ddl Zan e Ius scholae: cosa c'è nel programma del Pd

Il Partito democratico nel suo programma non rinuncia alle bandierine. Dalla cittadinanza agli stranieri all'uso della cannabis: le priorità del Pd

Cannabis, ddl Zan e Ius scholae: cosa c'è nel programma del Pd

La direzione nazionale del Partito democratico ha dato il via libera all'unanimità al programma elettorale "Insieme per un'Italia democratica e progressista". Un documento di diverse pagine in cui il Pd non ha rinunciato alle sue solite bandierine. Dalla cittadinanza per gli stranieri all'utilizzo personale della cannabis, passando per la legge contro l'omotransfobia e il riconoscimento del matrimonio egualitario: ecco quali sono le priorità su cui punteranno i dem in vista delle elezioni fissate per domenica 25 settembre.

Cannabis

Il Partito democratico ha parlato della cannabis nell'ambito delle politiche di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, ritenendo che sia arrivato il momento di "legalizzare l'autoproduzione per uso personale e fare in modo che la cannabis terapeutica sia effettivamente garantita ai pazienti che ne hanno bisogno".

Su questo punto si è già registrata la reazione della Lega, che tramite il leader Matteo Salvini non ha risparmiato polemiche e una frecciatina all'indirizzo del Pd. "Per Letta e il Pd le priorità sono droga libera e cittadinanza facile. Per me e la Lega le priorità sono meno tasse (flat tax) e più lavoro (stop legge Fornero). Ci vediamo il 25 settembre", ha dichiarato il segretario del Carroccio.

Ddl Zan e Ius scholae

In una bozza del programma era subito emersa la promessa di approvare in tempi rapidi il ddl Zan e di introdurre il matrimonio egualitario. I dem ritengono che siano misure necessarie per rendere l'Italia un Paese civile che "non esclude, non emargina, non ghettizza". A stretto giro è arrivato il plauso di Alessandro Zan: "Orgoglioso del Pd. Il modo migliore di rispondere al tentativo ridicolo della destra di queste ore di ripulirsi dalla loro più violenta omotransfobia".

La volontà è quella di far entrare in vigore lo Ius scholae "per superare le ingiustificate discriminazioni che ancora oggi vediamo nelle classi italiane", così come quella di approvare una legge sul fine vita "per difendere fino all'ultimo dignità e autodeterminazione". Il tutto senza far ovviamente mancare una stoccata al centrodestra: "Per la destra non è mai il momento, noi crediamo che l'Italia sia già in ritardo".

In realtà il centrodestra sostiene semplicemente che gli sforzi della politica debbano concentrarsi sulle reali priorità, per dare risposte alle tante emergenze che stanno attanagliando i cittadini. La coalizione di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia è convinta che si debba dare precedenza alle misure contro l'aumento dei prezzi e la crisi che in autunno potrebbe aumentare la propria portata d'impatto sul nostro Paese.

Tra bandierine e imbarazzo

Non manca una certa dose di imbarazzo all'interno del Partito democratico. Un esempio è la questione dei rigassificatori. In tal senso il Pd ha adottato una posizione ibrida, visto che nell'ammucchiata rossa vi sono anime come Sinistra italiana e Verdi: "Appare necessario, ma a condizione che essi costituiscano soluzioni-ponte, che rimangano attivi solo pochi anni e che possano essere smobilitati ben prima del 2050".

Confermata l'intenzione di prevedere una dote di 10mila euro, "erogata al compimento dei 18 anni sulla base dell'ISEE familiare".

Nell'elenco delle promesse del Partito democratico rientrano il salario minimo, l'adeguamento degli stipendi degli insegnanti "in linea con la media europea", la "piena gratuità" del trasporto pubblico locale e dei libri scolastici per le famiglie a reddito medio e basso.

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