Cantone: ''Serve intervento su Legge Severino''

Nella relazione annuale il presidente Anac ha parlato della corruzione come "un sistema gelatinoso e vero e proprio tumore sociale". Per il futuro: "Sfide da far tremare le vene dei polsi"

Cantone: ''Serve intervento su Legge Severino''

Dopo tre anni dall'entrata in vigore della legge 190 anticorruzione, la cosiddetta legge Severino, "si riscontrano ricorrenti problematiche e dubbi applicativi e ci sono criticità nella normativa che richiedono necessariamente interventi legislativi per consentirne una reale efficacia e utilità". A sottolinearlo è il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone nella relazione annuale dell'Anac al Parlamento. "Ad ogni modo credo che la legge Severino sia utile", ha chiarito Cantone. E ha proseguito, riferendosi al caso De Luca: "Noi abbiamo per esempio chiesto al governo di costituirsi in giudizio per sostenere la sospensione. Poi la Corte costituzionale dirà quali sono gli ambiti della sospensione". Commentando ulteriormente la decisione della magistratura di accogliere il ricorso di De Luca, Cantone ha affermato: "In questo momento c'è una questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte. Credo che il giudice abbia deciso anche in relazione a questo aspetto. Una decisione che va rispettata come tutte le decisioni giudiziarie e credo che anche su questo aspetto bisognerà attendere quello che dirà la Consulta, che fra l'altro deciderà non a distanza di anni ma di mesi".

"La corruzione non può essere affrontata in modo unilaterale, ma richiede interventi plurimi e contestuali: una repressione che funzioni, una prevenzione capace di inserire nel sistema gli anticorpi e un cambiamento culturale che comporti una maggiore consapevolezza dei cittadini", ha dichiarato Cantone. Inoltre, ha reso noto che "sono a oggi 11 le misure richieste per i casi di appalti conseguiti attraverso attività illecite, di cui 8 commissariamenti veri e propri e tre misure minori di monitoraggio e si riferiscono tutte ad appalti di notevole impatto economico. Sono stati commissariati due appalti di Expo ed un altro è stato sottoposto a monitoraggio. È stata commissariata la concessione del Mose di Venezia e sono stati commissariati appalti collegati alle indagini di Mafia Capitale, di cui quello recentissimo del Cara di Mineo. Numerosi sono anche i commissariamenti disposti nei confronti di appalti ottenuti da imprese raggiunte da interdittive antimafia, due riguardano le opere Expo".

Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione ha messo in luce l'inadeguatezza dei piani triennali per la prevenzione della corruzione delle pubbliche amministrazioni, la loro qualità che è insufficiente. Anche per quanto riguarda le misure di rotazione, da questo primo campione emerge un giudizio "non particolarmente positivo": la sua applicazione "è ancora molto differenziata e assai limitata anche in amministrazioni medio-grandi". Sempre nell'ambito della responsabilizzazione delle amministrazioni pubbliche, Cantone ha riportato che "le prime analisi, condotte su oltre 1.300 amministrazioni, evidenziano un risultato in chiaro scuro; un livello pressochè generalizzato di adozione e pubblicazione dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione avvertito, però - ha aggiunto - come un adempimento burocratico; la qualità dei documenti, infatti, in termini di metodo, sostenibilità ed efficacia è, in molti casi, insufficiente".

Commenti