Casi in calo, positività al 9%. Farmaci: ansiolitici boom

Ieri altre 507 vittime: sono oltre 80mila

In calo i nuovi casi e il tasso di positività che si attesta al 9 per cento.

Sono 15.774 contro i 14.242 di due giorni fa i nuovi casi registrati ieri dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Effettuati più tamponi per un totale di 175.429 rispetto ai 141.641 del giorno precedente. In discesa anche i decessi: 507 per un totale di 80.326. Scendono i ricoveri in area non critica, meno 187 e in terapia intensiva, meno 57. Ma i reparti d'emergenza registrano comunque 165 nuovi ingressi. Il totale dei ricoverati per Covid è di 23.525 pazienti in area non critica e 2.579 in intensiva. Scendono poi di 5.022 unità anche le persone in isolamento domiciliare che sono in tutto 538.670.

E gli effetti della pandemia si riflettono sul consumo dei farmaci. Dall'inizio della diffusione del virus è cresciuto il consumo dei farmaci per il dolore e l'ansia fino ad un vero e proprio boom per eparina, anestetici e ansiolitici. In calo invece i farmaci oncologici e quelli per la disfunzione erettile. Sono in estrema sintesi i risultati del monitoraggio sull'uso dei farmaci durante l'epidemia Covid19 curato dall'Agenzia del farmaco, Aifa

I medicinali in testa ai consumi sono quelli che anche indirettamente rientrano nella terapia per il coronavirus: eparina e glucocortisonici sono farmaci di prima linea per la terapia anti Covid19 e hanno visto un boom di acquisti sia in ospedale sia in farmacia. Alla fine di aprile invece si è andato riducendo il consumo di antivirali risultati meno efficaci contro il virus e dunque non più raccomandati dall'Aifa: tra questi Lopinavir/ ritonavir, Darunavir/ cobicistat, colchicina e idrosicolorochina.

Continua a registrare forti consumi invece l' azitromicina, un antibiotico, sebbene Aifa non ne abbia approvato l'uso specifico per Sars Cov2.

Per quanto riguarda i consumi ospedalieri c'è una decisa impennata di anestetici generali e stimolanti cardiaci iniettivi utilizzati nelle terapie intensive e subintensive.

Non stupisce che siano invece diminuiti gli acquisti ospedalieri di farmaci oncologici endovena. Probabilmente alla somministrazione ospedaliera si è preferita la prescrizione di farmaci sottocutanei e orali.

La pandemia come ribadito da psichiatri ed esperti ha avuto e continua ad avere un impatto pesantissimo sullo stato psicologico delle persone che soffrono molto più frequentemente di disturbi del sonno e ansia. Aumenta quindi l'acquisto di ansiolitici, mentre si è ridotto quello degli antinfiammatori.

Infine in calo anche l'acquisto di farmaci per la disfunzione erettile e i contraccettivi di emergenza in particolare nel lockdown quando le interazioni sociali sono state forzosamente azzerate.

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