Caso Cantone, si indaga per omicidio

Il corpo di Tiziana sarà riesumato e sottoposto ad autopsia. Forse non fu suicidio

Caso Cantone, si indaga per omicidio

Sarà riesumato entro il prossimo mese il cadavere di Tiziana Cantone, la 31enne trovata morta impiccata il 13 settembre 2016 a Mugnano (Napoli) dopo la diffusione online e in chat di alcuni suoi video e foto hard. Lo ha disposto il sostituto procuratore della Procura di Napoli Nord Giovanni Corona nell'ambito delle indagini aperte lo scorso gennaio dalla Procura aversana con la formulazione dell'ipotesi di omicidio contro ignoti. Si tratta di un «atto dovuto» alla luce della denuncia presentata dagli avvocati di Maria Teresa Giglio, madre della vittima, che non si è mai rassegnata al fatto che la figlia si fosse suicidata.

I legali della donna hanno presentato degli accertamenti relativi a un presunto utilizzo del telefono cellulare della ragazza dopo la sua morte e ritengono vi siano elementi tali da ipotizzare che la ragazza non abbia scelto volontariamente di impiccarsi. Il caso è stato riaperto a gennaio, dopo il ritrovamento di Dna maschile sulla sciarpa della ragazza, che era stata ritrovata morta con la pashmina legata al collo. Per questo la Procura aveva aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando che Tiziana Cantone sia stata uccisa e non si sia suicidata. L'ipotesi era stata avanzata dalla madre della giovane che chiedeva proprio la riesumazione della salma per eseguire l'autopsia, che non è mai stata effettuata.

La donna, inoltre, forte di alcuni accertamenti tecnici dei consulenti di parte civile, sostiene che cellulare e tablet della figlia siano stati manipolati, cancellando la memoria e inserendo successivamente alcune fotografie.

Dopo la morte di Tiziana Cantone venne aperta un'indagine su una possibile istigazione al suicidio e fu ascoltato l'ex fidanzato della donna, Sergio Di Palo, ma nessuno venne iscritto nel registro degli indagati e il fascicolo fu successivamente archiviato dal Gip.

A carico di Sergio Di Palo, però, fu aperto un altro fascicolo per calunnia, accesso abusivo a dati informatici e falso e nel dicembre 2018 l'uomo venne rinviato a giudizio. A puntare l'indice contro di lui è sempre stata la madre di Tiziana, accusandolo di aver plagiata Tiziana. Il processo è ancora in corso: la prima udienza si è tenuta a Napoli nel febbraio 2019. L'ex fidanzato ha sempre respinto le accuse dicendo anzi di essere stato vicino a Tiziana nei momenti di crisi. La morte di Tiziana Cantone ha avuto una grande eco mediatica e ha portato l'attenzione del legislatore sul fenomeno del revenge porn, un'attività illecita che - grazie anche alla tragica vicenda di Tiziana Cantone - è diventata un vero e proprio reato duramente perseguito dalla legge.

«Chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro» recita il nuovo articolo di legge.

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