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Dal caso Floyd alle rivolte di strada. L'isola del Midwest "fuori controllo"

Da Minneapolis partì il «Black Lives Matter», ora Donald vuole ristabilire l'ordine «federale»

Dal caso Floyd alle rivolte di strada. L'isola del Midwest "fuori controllo"
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New York - Il Minnesota è sempre più al centro dello scontro politico negli Stati Uniti, con la città di Minneapolis fulcro della massiccia agitazione in corso contro gli agenti dell'Ice, soprattutto dopo l'uccisione della 37enne americana Renee Good. Donald Trump ha ordinato di aumentare le forze dell'ordine federali per le strade, con conseguenti battaglie legali e proteste e d'altronde la lotta all'immigrazione illegale è stato uno dei cavalli di battaglia del presidente americano sin dai primi giorni del suo secondo mandato alla Casa Bianca. Il tycoon ha puntato sull'espansione dell'Immigration and Custom Enforcement, potenziando l'agenzia sino a 22mila unità, oltre il doppio delle circa 10 mila in servizio all'inizio del 2025. Soltanto a Minneapolis ha schierato duemila agenti, e la vasta campagna di reclutamento, a detta di molti critici, è andata a scapito dell'addestramento.

Già a Portland, nel 2020, The Donald ha ordinato un dispiegamento massiccio di 1.500 federali in una città definita in preda al caos urbano e alla necessità di "ordine", inviando il messaggio politico alle amministrazioni progressiste che l'autonomia locale delle "sanctuary cities", le città santuario che proteggono gli illegali, ha un limite. Ed è il governo federale a stabilirlo. A Minneapolis, le manifestazioni contro l'agenzia per l'immigrazione sono iniziate già prima della morte di Good, ma in seguito si sono intensificate, così come le operazioni dell'Ice, divenute più frequenti e aggressive. Ma non è la prima volta che la città si trova al centro delle tensioni: la sua storia è segnata dall'omicidio dell'afroamericano George Floyd, ucciso il 25 maggio 2020 da un agente di polizia bianco durante un arresto per una presunta banconota falsa. L'agente ha mantenuto il ginocchio sul collo di Floyd per oltre 9 minuti, nonostante le sue suppliche, causandone la morte per asfissia, e l'episodio ha dato vita al movimento Black Lives Matter, con proteste in tutto il Paese, in gran parte pacifiche, ma degenerate in alcuni casi in violenza e di tensione. Ora, i conservatori americani hanno trasformato Minneapolis nel simbolo della cattiva gestione democratica delle questioni legate alla sicurezza, definendola "fuori controllo". Il vicepresidente JD Vance, recatosi in visita giovedì, ha cercato di stemperare gli animi e reindirizzare la frustrazione lontano dai funzionari federali, ma ha pure affermato che "stiamo assistendo a questo livello di caos solo a Minneapolis", spiegando che l'amministrazione Usa non ha riscontrato una tale resistenza nel dispiegamento di agenti in altre città e stati a maggioranza democratica.

Il Minnesota peraltro è un'eccezione nell'area del Midwest: circondato da quattro stati - North e South Dakota,

Wisconsin e Iowa - che hanno votato per Trump in almeno due delle ultime tre elezioni, da oltre mezzo secolo non vota per i repubblicani alle presidenziali e da circa 20 anni non ha eletto un governatore del Grand Old Party. VRob

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