Il caso Petrecca continua ad agitare la Rai. Dopo le polemiche per la telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi firmata dal direttore di Rai Sport, è arrivato lo sciopero delle firme promosso dall'Usigrai, sindacato maggioritario in azienda. I servizi realizzati da chi ha aderito sono andati in onda non firmati. Un gesto che non prevede l'astensione dal lavoro. Il sindacato denuncia un danno d'immagine per Rai Sport e per l'azienda. Con il segretario Daniele Macheda chiede all'azienda di assumersi la responsabilità delle scelte compiute. Di segno opposto la posizione di Unirai Figec, che definisce l'agitazione "strumentale" e sottolinea come la Rai stia raccontando le Olimpiadi con professionalità e come i numeri "parlino chiaro" con picchi di share superiori al 50%.
In effetti, la cerimonia di apertura ha superato in più momenti quella soglia del 50% e le telecronache stanno registrando ascolti oltre le aspettative. Un dato che pesa in una vicenda diventata rapidamente politica, con attacchi violentissimi e sproporzionati.
Paolo Petrecca vanta un'esperienza ultratrentennale in Rai: assunto dopo un lungo precariato quando direttore era Corradino Mineo, è diventato vicedirettore con Antonio Di Bella, figure certo non riconducibili all'area di centrodestra.
Secondo la ricostruzione di Viale Mazzini, il passo indietro di Auro Bulbarelli - il vicedirettore incaricato della telecronaca - sarebbe stato volontario, dopo una gaffe legata alla rivelazione di una "sorpresa" relativa al Presidente della Repubblica. Nessuna pressione dal Quirinale né dall'azienda. A quattro giorni dall'evento, ricevuta una mail da parte di Bulbarelli in cui chiedeva di essere esonerato, Petrecca ha deciso di assumere su di sé l'onere della telecronaca per non caricare altri colleghi senza dargli il tempo di prepararsi adeguatamente. Una scelta rivelatasi un boomerang.
Sullo sfondo la Rai confuta anche alcune notizie circolate in questi giorni. La "censura" dell'Uomo Vitruviano dipende dall'Olympic Broadcasting Services del Cio così come la mancata inquadratura in primo piano di Ghali è stata una scelta dalla regia internazionale. Per quanto riguarda le spese di Rai Sport, quelle sostenute durante la direzione Petrecca sono in linea con quelle delle direzioni precedenti.
In queste ore l'azienda non ha replicato ufficialmente, chiedendo una sorta di tregua olimpica per affrontare la questione a Giochi conclusi.
Intanto, per la cerimonia di chiusura del 22 febbraio, indiscrezioni parlano di una telecronaca affidata ad Auro Bulbarelli insieme allo scrittore Fabio Genovesi e al soprano Cecilia Gasdia, sovrintendente dell'Arena di Verona. Un segnale di normalizzazione mentre i sindacati restano divisi e la partita, ormai, appare tutt'altro che solo televisiva.