Leggi il settimanale

La Cassazione stronca Open Arms. "Nessun sequestro di migranti"

L'assoluzione di Salvini: "Non ci fu una limitazione della libertà, potevano andare in Spagna". Il ministro: "Mi aspetto delle scuse"

La Cassazione stronca Open Arms. "Nessun sequestro di migranti"
00:00 00:00

Non ci fu alcun sequestro di persona. Alla nave Open Arms, con 147 migranti a bordo, fu impedito di sbarcare in Italia, a Lampedusa, ma non di andare altrove. Cade definitivamente l'accusa costruita dalla Procura di Palermo contro l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, portato alla sbarra per un reato gravissimo come il sequestro di persona. Salvini era stato assolto in primo grado, ma ora le motivazioni del verdetto della Cassazione mettono la parola fine ad una vicenda incredibile che aveva fatto il giro del mondo: il reato non c'è.

Alla Open Arms fu impedito di far scendere i 147 naufraghi in Italia, ma fu offerta la possibilità di andare in Spagna. Insomma, non ci fu "una limitazione della libertà di locomozione". E se si pensa a mente fredda, in effetti che sequestro è quello in cui le presunte vittime sono libere di viaggiare dove vogliono, ma è solo proibito loro di entrare in Italia? "La sentenza della Cassazione - festeggia l'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Salvini - ha certificato in modo netto e inequivocabile la correttezza dell'operato dell'allora Ministro Salvini. I migranti non sono mai stati privati della libertà personale e la nave avrebbe potuto far rotta in Spagna dove era stato assegnato un posto sicurissimo di sbarco". Prima a Ceuta, come ricostruisce la Suprema corte, poi alla più vicina Palma di Maiorca. Il ministro Salvini dal canto suo commenta: "Aspetto un po' di scuse da geni della sinistra che mi hanno infamato, attaccato, insultato e deriso per anni e adesso hanno capito che bloccare gli sbarchi dei clandestini non è un reato".

La vicenda si svolge con grande clamore nell'estate del 2019. L'imbarcazione della ong vuole assolutamente raggiungere le coste italiane, in particolare Lampedusa, ma Salvini si mette di traverso e fra le altre cose contatta le autorità spagnole, visto che la nave batte bandiera di quel Paese. Comincia un braccio di ferro fra il Viminale e il ponte di comando della Open Arms che punta su Lampedusa e alla fine riesce a forzare il blocco. Ma non finisce qui: i pm di Palermo contestano a Salvini il sequestro e il rifiuto di atti d'ucio. Il processo diventa una complicata ginkana fra leggi, regole, trattati internazionali, ma a dicembre del 2024 Salvini é assolto. I pm fanno ricorso per saltum, direttamente in Cassazione, scavalcando la corte d'appello. E la Suprema corte conferma l'assoluzione. Ora ecco le motivazioni che tolgono dal tavolo tutto l'apparato normativo e spingono su un punto di immediata comprensione: che sequestro è quello in cui i sequestrati sono liberi di raggiungere qualunque meta? Sembra un paradosso, ma le 77 pagine fanno a pezzi in modo quasi intuitivo quanto sostenuto dall'accusa: "Risulta infatti - scrive la Suprema corte - che ai migranti sia stato impedito l'ingresso nel porto di Lampedusa e lo sbarco; tuttavia a costoro non è stato impedito dall'autorità italiana e segnatamente da Matteo Salvini, tramite propri atti, di far rotta in altra direzione". In particolare, "è stato indicato dal Regno di Spagna, contattato immediatamente, un porto per sbarcare": prima Ceuta, poi, quello "più prossimo" di Palma di Maiorca, "proprio per limitare nel tempo la permanenza a bordo dei migranti". Tutti in salvo.

In più, l'Italia aveva messo a disposizione della ong due natanti proprio per aiutare la Open Arms a raggiungere la destinazione. Il fantomatico sequestro non c'è mai stato, anche se la storia ha infiammato a lungo il Palazzo e ha mobilitato le opposizioni e la grande stampa internazionale

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica