Berlusconi incita i suoi: "Si apriranno praterie"

Il Cav convinto che il quadro politico sia in costante movimento. E lavora all'asse con la Lega

Berlusconi incita i suoi: "Si apriranno praterie"

Roma - Forza Italia si prepara a un autunno che si preannuncia politicamente caldo cercando di sgombrare il campo da alcune incognite. La convinzione di Silvio Berlusconi è che di fronte alle difficoltà renziane e all'inesorabile emergere di nodi, errori e bluff sottaciuti dai grandi mezzi di informazione, tutto sia «in movimento» e si possano «aprire praterie inesplorate» per il centrodestra. Forza Italia, però, per tornare a intercettare consensi deve avere posizioni chiare e non subalterne.

Da lunedì il lavoro di ricucitura con la Lega inizierà a prendere una forma più compiuta. I contatti tra gli ambasciatori delle due parti diventeranno più fitti e un primo faccia a faccia tra Berlusconi e Salvini potrebbe svolgersi già verso il fine settimana. Ieri Roberto Maroni ha annunciato che «presto si chiuderà l'accordo per Milano, dimostrando che c'è spazio per costruire un nuovo centrodestra per il modello Lombardia e Liguria». Un auspicio più che la sanzione di un vero accordo che va comunque inserito in un percorso di graduale avvicinamento tra i due storici alleati. La partita milanese passa, naturalmente, dalla scelta dei candidati. Ieri dalle parti della Lega circolava il nome dell'economista Claudio Borghi come possibile candidato di bandiera del Carroccio, ma siamo soltanto alle prime battute.

Di certo Berlusconi appare orientato, nelle prossime settimane, a battere su due punti considerati fondamentali. Il primo è che non esiste alcuna intenzione di stipulare un nuovo Patto del Nazareno, nonostante le periodiche voci su presunte nostalgie renziane messe in circolo - stando a quanto si dice nell' inner circle berlusconiano - dagli stessi renziani o dai verdiniani. Il secondo è che l'ancoraggio di Forza Italia al Partito popolare europeo non sarà sacrificato sull'altare dell'alleanza con la Lega e non ci sarà alcuna deriva populista. Anzi Berlusconi è intenzionato a intervenire al congresso del Ppe, in programma a Madrid in ottobre, mettendo in campo proposte operative per l'emergenza immigrazione.

Sullo sfondo si registrano piccoli, ma significativi segnali dalle parti di Palazzo Madama. Innanzitutto, grazie all'opera di Paolo Romani, Michele Boccardi - subentrato al Senato allo scomparso Donato Bruno - ha deciso nonostante la sua vicinanza a Raffaele Fitto di aderire al gruppo di Forza Italia. «Ho aderito in coerenza con la mia storia politica» spiega Boccardi. «Il presidente Berlusconi come sempre guarda avanti e sta lavorando per superare gli steccati e le divisioni che tentano di indebolire il popolo dei moderati. L'adesione al gruppo di Fi rappresenta per me un passaggio obbligato per partecipare alla costruzione della nuova area politica che dovrà rilanciare le aspirazioni e i progetti del centrodestra. Un percorso che non si può immaginare senza Berlusconi e tutte le altre anime, comprese quelle critiche, che lo hanno ispirato e alimentato nella storia recente». Sempre al Senato si registra un crescente smarrimento nelle file di Ncd. E Forza Italia potrebbe rappresentare un polo di attrazione, soprattutto se riuscisse a mettere in campo un serio programma di rilancio per il Sud, area a cui appartengono molti degli scontenti del gruppo alfaniano.

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