Centrodestra compatto Da Bologna a Cosenza in campo Fi, Lega e Fdi

Centrodestra compatto Da Bologna a Cosenza in campo Fi, Lega e Fdi

Roma La vittoria del No al referendum sarà il trampolino di lancio per un centrodestra rinnovato e più forte. È proprio intorno alle ragioni del No che si possono ritrovare i fattori di convergenza tra Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e tutte le forze d'opposizione lontane anni luce dal governo Renzi e dalla sinistra. Ne è convinta Giorgia Meloni che illustra le tappe della mobilitazione contro la riforma costituzionale. «Se Renzi perde il referendum il giorno dopo va a casa - avverte la Meloni - Non si ricorra come alibi alla necessità di fare la riforma elettorale». La Meloni sfida Renzi ad un confronto e annuncia le tappe della mobilitazione di FdI: il 18 novembre a Genova, il 27 a Roma e il 1 dicembre a Napoli. «Per noi questa campagna referendaria - dice la Meloni - è il banco di prova del futuro centrodestra».

In campo anche Forza Italia con una serie di iniziative che si snoderanno lungo il territorio. Ieri un incontro al femminile a Roma con Maria Stella Gelmini (FI), Anna Cinzia Bonfrisco (Conservatori e riformisti) e Souad Sbai (Noi con Salvini) organizzato dal Comitato per il No sovranità popolare per dire che le donne sono per il No e spiegare le molte ragioni per fermare questa riforma a cominciare dalla difesa dell'articolo 1 della Costituzione.

Oggi un incontro pubblico a San Gavino in Sardegna e un altro a Bondo in provincia di Trento. Domani la grande manifestazione unitaria all'Auditorium Seraphicum con il centrodestra unito da FI a Noi con Salvini per dire «Noi No». E poi ancora il 10 a San Pietro in Casale in provincia di Bologna e il 12 a Cosenza e Montecatini Terme. Iniziative che vedranno sul palco tra gli altri Elisabetta Gardini, Anna Maria Bernini, Gian Marco Centinaio (Lega). Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, promotore della manifestazione che si terrà domani al Seraphicum attacca i leader stranieri, da Obama alla Merkel, che hanno dato il loro appoggio a Renzi sul referendum. «La Germania si faccia i fatti suoi. Prima il ministro De Maizière poi il consigliere del governo Fels che parla, senza averne alcun titolo, di faccende italiane auspicando la vittoria del Si al referendum - avverte Gasparri - Ora basta con questa illegittima interferenza».

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