«Cesare Battisti si trova in Bolivia» La polizia vuole negoziare la resa

Gli 007 brasiliani certi che il terrorista abbia lasciato il Paese

Paolo Manzo

San Paolo Dopo quasi una settimana in Brasile torna a casa l'aereo militare inviato dal nostro governo per riportare nelle patrie galere Cesare Battisti. Ma torna a mani vuote perché del terrorista dei Proletari armati per il comunismo, condannato in contumacia per quattro omicidi, in Brasile non c'è traccia. E per quanto la polizia verde-oro nelle scorse ore si sia affrettata a dire che sta negoziando con il suo avvocato la sua consegna, lo stesso avvocato Igor Tamasauskas a chi scrive ha detto di persona che in realtà di lui non ha notizie da una settimana. Ovvero proprio quando il giudice della Corte Suprema, Fux, su richiesta dell'Interpol, ne ha deciso l'arresto.

Insomma, s'infittisce sempre di più quello che sembra essere più un capitolo di uno dei romanzi gialli del terrorista diventato scrittore che un caso di estradizione tra due paesi da sempre in ottimi rapporti diplomatici. E così, finite le danze tra i rispettivi politici da una parte all'altra dell'oceano, che si sono ampiamente ringraziati a vicenda per l'ok all'estradizione deciso dal presidente uscente Michel Temer, è adesso la realtà a prendere brutalmente il sopravvento, ovvero che Battisti non si trova. E probabilmente non si troverà tanto presto perché secondo affidabili fonti dell'Abin, l'intelligence brasiliana e di Israele da noi sentite ha da tempo raggiunto la meno ostile Bolivia. Anzi davvero amica per almeno tre ragioni.

Innanzitutto la vicinanza ideologica del governo di Evo Morales, la stessa che aveva legato l'ex rapinatore di Cisterna di Latina a Lula, grazie al quale a fine 2010 Battisti non fu rispedito in Italia. Morales e il suo vice García Linera, ex guerrigliero marxista massimo leader sindacale dei cocaleros ancora oggi il primo, sospettato di traffici di cocaina come le Farc il secondo - sono gli anfitrioni perfetti per un personaggio come lui. E il suo caso rappresenta per Morales anche l'occasione perfetta per vendicarsi con il Brasile nella cui ambasciata si rifugiò per oltre un anno proprio uno dei suoi grandi accusatori sulle questioni di narcotraffico, ovvero il senatore d'opposizione Roger Molina. Che fu aiutato a fuggire in Brasile nascosto nel retro di un'auto da un diplomatico verde-oro. Peccato solo poi sia morto in un misterioso incidente aereo lo scorso anno, dopo aver ricevuto da Temer l'asilo politico.

Infine la certezza giuridica quasi assoluta che Morales non estraderà mai Battisti visto che il trattato bilaterale tra La Paz e Roma sulla questione risale ai tempi del Regno d'Italia. «Non ci sono dubbi - conferma al Giornale l'alto magistrato brasiliano Walter Maierovitch che aiutò a catturare Buscetta e amico di Falcone -. Battisti si trova in Bolivia».

Per tornare a Lula, ieri il Tribunale Supremo ha aperto a una sua possibile scarcerazione, con una decisione del giudice Marco Aurèlio Mello in base alla quale i condannati in seconda istanza in attesa di ricorso devono essere scarcerati. Sembra fatta su misura, in effetti.

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