"Dopo 47 anni di repressione, tortura e esecuzioni, in tutte le città dell'Iran si è scesi in piazza a festeggiare e, finalmente, arrivano le lacrime di gioia". Mojdeh Karimi, vicepresidente dell'associazione Italia-Iran per la democrazia e la libertà della nazione iraniana, commenta così la notizia della morte di Ali Khamenei.
I giovani iraniani hanno inneggiato a Donald Trump. Allora non esiste un odio anti-occidentale e anti-americano tra gli iraniani?
"Gli iraniani storicamente sono alleati sia di Israele che degli Stati Uniti. È stato il regime della Repubblica Islamica che in questi 47 anni ha reso Israele e gli Usa due nemici fondamentali, immaginari del nostro Paese. In tutti questi ultimi giorni sia gli iraniani che vivono ancora nel mio Paese sia quelli fuggiti come me hanno chiesto agli Usa di fare un'operazione chirurgica per fermare il regime. Avevamo bisogno di un aiuto dalla comunità internazionale per eliminare i vertici della Repubblica islamica, com'è successo durante la guerra dei 12 giorni. È una bugia anche sostenere questo attacco sia contro l'autodeterminazione del popolo iraniano proprio perché sono gli iraniani che hanno chiesto aiuto e, ora, ringraziano sia Netanyahu sia Trump per averlo ricevuto".
Perché in favore dell'Iran non si sono viste le stesse manifestazioni di piazza che si vedono per la Palestina?
"I partiti politici, i gruppi e le persone che riempivano la piazza per Gaza sono rimasti muti per tutti questi giorni perché noi scendiamo in piazza con la bandiera di Israele e degli Stati Uniti, oltre che ovviamente con la bandiera storica dell'Iran. I pro Pal, invece, non accettano questa alleanza del popolo iraniano con il popolo israeliano e sono un movimento ideologico anti-Trump. Quelle stesse persone che scendono in piazza per Gaza ci hanno abbandonato".
Cosa vi aspettate per il futuro dell'Iran?
"Ci aspettiamo che l'Iran diventi uno Stato laico. Detto ciò, noi riteniamo che il principe Reza Pahlavi abbia il programma migliore per guidare il paese verso una situazione pacifica e portare il Paese a un referendum dove il popolo decide il destino, che può essere una monarchia costituzionale o una Repubblica. Questa è la sua ultima battaglia e noi iraniani della diaspora stiamo dando voce a quelli iraniani che hanno urlato W lo Scià, la cui voce viene soffocata dal regime della Repubblica Islamica. Non è vero che lui rappresenta solo i monarchici, anche i repubblicani auspicano il suo ritorno.
L'opposizione sta chiedendo al premier Meloni di condannare l'attacco israelo-statunitense perché viola il diritto internazionale. Voi iraniani in Italia, invece, cosa vi aspettate dal governo italiano?
"Questo attacco è contro il regime della Repubblica Islamica, non contro l'Iran. Chiediamo, dunque, al governo Meloni e alla comunità internazionale di prendere una posizione netta e chiara contro la Repubblica Islamica e di sostenere il presidente Trump in questa operazione militare.
Noi consideriamo questo attacco come un aiuto umanitario. Lo dovrebbe fare anche il mondo intero. È un aiuto come quello che gli americano hanno dato al popolo italiano per liberarsi del fascismo perchè noi, da soli, a mani nude, non riusciamo a sconfiggere gli Ayatollah".