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Politica

Cibi prodotti in laboratorio, lo studio della Cattolica: “Ancora troppe incognite per la salute”

Presentato al Ministero dell’Agricoltura uno studio dell’Università Cattolica sui cibi a base cellulare. Gasbarrini: “Senza studi clinici e pre-clinici obbligatori sarà molto complicato capire se siano sicuri per la salute dei cittadini”

Cibo

I cibi prodotti in laboratorio e le loro possibili conseguenze sulla salute e sull’ambiente sono stati al centro dell’incontro “Il cibo fatto in laboratorio. I rischi per la salute e l’ambiente”, organizzato oggi al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Nel corso dell’evento è stato presentato uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Piacenza, dedicato ai prodotti a base cellulare. Tra gli interventi, quello di Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Aletheia.

Cibi a base cellulare, le incognite sulla sicurezza

Per Gasbarrini, uno dei principali interrogativi riguarda la possibilità di valutare con studi adeguati gli effetti di questi prodotti sulla salute. “Senza studi clinici e pre-clinici obbligatori sarà molto complicato capire se i cibi a base cellulare prodotti in laboratorio siano sicuri o meno per la salute dei cittadini”, ha detto a margine dell’incontro. Il professore ha sottolineato anche il livello di trasformazione di questi alimenti e le questioni ancora aperte sulla loro sicurezza. “Sappiamo sicuramente che sono prodotti ultraformulati per eccellenza e sono molte ancora le incognite che li accompagnano”, ha aggiunto.

Il confronto con gli alimenti tradizionali

Nel commentare lo studio presentato alla Cattolica, Gasbarrini ha evidenziato la distanza tra i prodotti a base cellulare e gli alimenti tradizionali. “Lo studio dell’Università Cattolica, campus di Piacenza, conferma che siamo molto distanti dai prodotti tradizionali che assunti in modo equilibrato rappresentano delle fonti nutrizionali fondamentali per la salute dei cittadini”, ha concluso. Il confronto riguarda quindi anche il modello alimentare al quale affidarsi, in attesa che la ricerca possa fornire ulteriori elementi sulla sicurezza dei prodotti ottenuti attraverso processi di coltivazione cellulare.

La scelta del cibo naturale

Nell’attesa di nuove evidenze scientifiche, Gasbarrini indica nell’alimentazione tradizionale e nella varietà dei cibi la strada da seguire per la tutela della salute pubblica. “Per tutelare la salute pubblica la vera terapia alimentare resta il cibo naturale e un’alimentazione varia ed equilibrata”, ha affermato. Il tema dei cibi a base cellulare resta così legato a due questioni centrali dell’attuale dibattito: la necessità di approfondire gli effetti sulla salute e quella di valutare l’impatto ambientale delle nuove modalità di produzione alimentare.

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